Forte come un orso di Katrin Stangl, Ed. Topipittori
02 Lug 2015

Chi ha paura della letteratura per l’infanzia? I libri proibiti di Brugnaro

“Papà, mi compreresti un libro?” “Un libro? E per che cavolo farci?” “Per leggerlo.” “Diavolo, ma cosa non va con la tele? Abbiamo una stupenda tele a ventiquattro pollici e vieni a chiedermi un libro! Sei viziata, ragazza mia!”

Roald Dahl – Matilde

L’immagine di copertina è tratta da “Forte come un orso” di Katrin Stangl, Ed. Topipittori

Io, se fossi il Sindaco di Venezia e stessi in un’area politica come quella in cui sta il Sindaco di Venezia, farei esattamente quello che sta facendo il Sindaco di Venezia, ovvero mi darei all’antica arte della censura. Giustamente, avrei tanta tanta paura di chi, con semplicità, riesce a conquistare il cuore dei bambini facendogli immaginare altri mondi possibili. Anzi, mi stupisco che il caro Luigi abbia così coraggiosamente mostrato in pubblico il suo sacro terrore per la letteratura per l’infanzia. Se non fosse così chiaramente omofobo e celodurista, direi che sta provando a scendere a patti con il suo io più autentico. Che tenero questo Brugnaro, così spaventato, quasi viene voglia di dargli una pacca sulla spalla e di spiegargli che il primo modo per superare una paura è affrontarla. Oppure, forse ha capito che in quei libri si nasconde effettivamente una forza rivoluzionaria, quella del racconto, della capacità di far mettere i bambini e le bambine nei panni di qualcun altro e di provare empatia. E detto fra noi, signora mia, l’empatia di questi tempi spaventa più del default della Grecia.

In effetti, se ripenso agli anni della mia infanzia e adolescenza credo che i libri letti abbiano contributo in modo massiccio a tracciare il mio personalissimo confine tra giustizia e ingiustizia, tra intelligenza e stupidità, tra bontà e cattiveria. Per esempio, è impossibile leggere “Ascolta il mio cuore” di Bianca Pitzorno senza provare un odio bruciante per la maestra Argia Sforza e per la bancata delle Leccapiedi, linde e agghindate nei loro grembiuli da ricche – impeccabili ad una prima occhiata – ma sempre pronte a fare le prepotenti con i più deboli e incapaci di difendersi. La protagonista, la coraggiosissima Prisca Puntoni, impara ad ascoltare i battiti del suo cuore per “verificare” se si trova di fronte a un’ingiustizia (perché, nel caso non lo sappiate, il cuore è un muscolo involontario: non c’è modo di comandarlo e quindi non mente mai). E allora Prisca, con tutta la forza dirompente dei suoi nove anni, valuta attentamente il mondo che la circonda e non può che concludere che «Una leccapiedi che striscia davanti ai potenti fa schifo come un topo di fogna. Ma una leccapiedi che usa il suo piccolo potere per far strisciare quelli più deboli di lei è una iena, una carogna, un essere abominevole»

Pezzettino di Leo Lionni, Ed. Babalibri

Pezzettino di Leo Lionni, Ed. Babalibri

Il nostro tour non può non includere la saga di Harry Potter – svilita dai film e spesso snobbata da un pubblico colto – che trasmette ai lettori e alle lettrici un messaggio molto chiaro e radicale: un potente teme sempre chi opprime. Ciò significa che quando qualcuno prova a schiacciarti, ti sta automaticamente eleggendo come suo nemico, conferendoti un potere enorme, il potere di ribaltare la situazione in tuo favore. Ma non finisce qui, quando Harry, molto umanamente, inizia ad aver paura di non essere “puro” e di assomigliare segretamente a Lord Voldemort, Silente gli spiega che non importa quello che uno sa o non sa fare “per grazia ricevuta” o quello che è “alla nascita”, quello che importa è come decide di agire affrontando, di volta in volta, delle scelte complesse:

«Allora è vero che dovrei stare con i Serpeverde!» disse Harry guardando Silente disperato. «Il Cappello Parlante ha visto in me il potere di Serpeverde e…» «Ti ha assegnato al Grifondoro» disse Silente sempre calmo. «Ascoltami bene, Harry. Si dà il caso che tu abbia molte qualità che Salazar Serpeverde apprezzava nei suoi alunni, che selezionava accuratamente. Il dono molto raro del Serpentese… intraprendenza… determinazione… un certo disprezzo per le regole» soggiunse, e ancora una volta i suoi baffi vibrarono. «E tuttavia, il Cappello Parlante ti ha assegnato al Grifondoro. Tu sai perché. Pensaci». «Lo ha fatto» disse Harry con la delusione nella voce, «perché gli ho chiesto io di non andare fra i Serpeverde…» «Appunto» disse Silente ancora una volta tutto raggiante. «Il che ti rende assai diverso da Tom Riddle. Sono le scelte che facciamo, Harry, che dimostrano quel che siamo veramente, molto più delle nostre capacità».

Il piccolo uovo. Tesi di Francesca Pardi, illustrazioni di Altan, Ed. Lo Stampatello

Piccolo uovo. Testi di Francesca Pardi, illustrazioni di Altan, Ed. Lo Stampatello

L’insegnamento di Silente è molto simile a ciò che Mary Malone, scienziata dell’Università di Oxford, dice a Lyra e Will, protagonisti della saga Queste oscure materie – moderni Adamo ed Eva impegnati in una battaglia contro l’Autorità del Regno dei Cieli – quando deve spiegare loro i concetti di bene e male:

«Quando hai smesso di credere in Dio» continuò Will, «hai smesso di credere al bene e al male?». «No. Ma ho smesso di credere che ci fossero una forza del bene e una forza del male fuori di noi. E sono giunta alla convinzione che bene e male sono nomi per ciò che fanno le persone, non per quello che sono. La sola cosa che possiamo dire è che questa è una buona azione perché aiuta qualcuno, o che quest’altra è cattiva perché fa male a qualcuno. Le persone sono troppo complesse perché le si possa etichettare»

E allora non è un caso – come vi abbiamo raccontato qualche tempo fa – che sia proprio l’intrepida Lyra a scoprire il potere liberatorio del racconto e della narrazione, capendo che la vera salvezza sta nell’essere portatori di una storia, nel saper intrattenere chi ha sete di conoscere. Per concludere, io non so se Brugnaro conosca davvero gli albi che ha proibito, ma la sua mossa dimostra una ristrettezza di vedute e allo stesso tempo una lungimiranza che hanno del favoloso. Ha bandito dei libri bellissimi che parlano di abbracci colorati, di affetto e di affetti, di famiglie di mille tipi, della fatica di trovare il proprio posto nel mondo e di autorganizzazione ittica. Questo Gender di cui non si fa che parlare è proprio un mostro simpatico e dai mille volti, in grado di nascondersi nei posti più inaspettati, un po’ come l’amore, guarda un po’. Per inciso, sono appena tornata da un’iniziativa organizzata da alcuni abitanti di Piazza dell’Unità – in Bolognina, ça va sans dire – in cui bambini e bambine, mamme e papà, si sono incontrati per leggere tutti e tutte insieme i libri della lista nera. Devo dire che mi sembra che gli infanti, gioiosamente inconsapevoli del terribile rischio a cui andavano incontro, se la siano spassata alla grande, alla facciazza del caro Luigi.

Quindi, Sindaco, vorrei dirti un’ultima cosa, citando il saggio Albus Silente, preside della scuola di magia e stregoneria di Hogwarts: stai attento quando ti scegli un nemico, perché potresti non avere la più pallida idea di chi ti stai mettendo contro, o degli effetti contraddittori della tua stessa sciocca battaglia.

I libri citati in questo articolo sono:
Roald Dahl, Matilde, Salani
Bianca Pitzorno, Ascolta il mio cuore, Mondadori
J.K. Rowling, La saga di Harry Potter, Salani
Philip Pullman, Queste oscure materie (Trilogia), Salani
E per le vostre letture estive, ecco la lista incriminata:

listalibri

 

 

 


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