365 inediti in un anno e un assaggio di Crowditè. L’intervista a Testadiclaudio
27 Mag 2014

365 inediti in un anno e un assaggio di Crowditè. L’intervista a Testadiclaudio

Avete vent’anni, fluenti capelli lunghi, una laurea con tanto di lode alla Naba di Milano, un armadio che non usate, vi mantenete a Bologna facendo il ritrattista di strada. Beh, magari voi no, ma Claudio Giannoccaro (Badate bene, Giannòccaro, non Giannoccàro) ovvero il nostro Testadiclaudio era esattamente in questo status quo. Il passo logico successivo è stato quello di decidere di diventare un rapper nonchè scrivere, musicare, registrare e pubblicare un pezzo al giorno. Tutti i giorni. Per tutto il 2013. E ce l’ha fatta, con grande invidia e ammirazione per quelli come me che non hanno neanche la costanza di impegnarsi a pettinarsi tutti i giorni.
Con il 2014 si ritrova con 365 pezzi nati nel disagio e decide di dar loro una casa e un futuro: nasce l’idea di Crowditèl’album di cui sta promuovendo il finanziamento su Musicraiser.

Pubblicità Progresso, adotta un brano nato in condizioni difficili.

Prima di reinventarti rapper hai lavorato come pubblicitario. Com’è cercare di crearsi un proprio spazio in quell’ambiente a vent’anni?

Eh. Non posso parlare per tutti, dipende dalle persone con cui ti trovi ad avere a che fare e dal tuo budget di partenza. Io ho cominciato in uno studio grafico mentre ancora studiavo, prendevo 300 € mensili più i buoni pasto e non sapevo di essere fortunato. Quando mi hanno chiamato in un’agenzia più grande a fare il Copy ho scoperto che i soldi sarebbero rimasti quelli. E senza buoni pasto. E senza i soldi, perché alla fine non mi hanno dato mai un centesimo. Anche lavorando con clienti importanti rischi di non poterti permettere di continuare perché non hai denaro per vivere.

Studiavo e lavoravo, mi sono ritrovato a mangiare pasta in brodo perché in frigo c’era solo un dado. A quel punto ho deciso di mollare e fare il pubblicitario freelance (anche se di lì a poco mi hanno rubato tutta l’attrezzatura, quindi poi ho fatto l’illustratore e il ritrattista, e poi il disagio ha prevalso e sono diventato un Rapper).

Partiamo dal progetto che ti ha portato a Crowditè, Unpezzoalgiorno. Com’è nato?

Credo che con la curiosità e con la pratica giornaliera si possa imparare tutto. Quando ero piccolo disegnavo e leggevo continuamente, e in seguito mi sono trovato bene con la scrittura e il disegno. Ho pensato di potermi procurare un talento musicale forzandomi all’approccio quotidiano. Ho sempre trascurato lo studio della musica, sono diventato un rapper a 23 anni, è stato l’unico modo per recuperare in fretta che mi sia venuto in mente. E poi ci sono tante idee che ci vengono ogni giorno e le perdiamo così. Io uso molti post-it e ho una lavagna per le idee notturne. Con Unpezzoalgiorno ho potuto appuntare tutti quei motivetti che ti spuntano fuori mentre cucini o ti fai la doccia. L’intuizione precisa c’è stata quando ho costruito il mio armadio insonorizzato, ho proprio detto: “Potrei farci un pezzo al giorno”. Quando ho cominciato non credevo davvero di portare avanti il progetto per un anno. Disgraziatamente l’avevo detto nel primo pezzo, non potevo smentirmi.

prezioso reperto risalente a dicembre 2012.

prezioso reperto risalente a dicembre 2012.

Come sono nati i pezzi? Da un soggetto strambo, direttamente dal testo, dalla musica?

Esatto, in tutti questi modi. Ci sono innumerevoli approcci, nella mia ignoranza li ho sperimentati quasi tutti. Andiamo per categorie. Se un brano parte dal testo, può partire dal testo in più modi. Può partire dal ritornello, può partire dall’incipit, che magari è la mia convinzione del giorno che viene sviluppata, può partire da un’unica rima che giustifica tutto il resto.

E poi il suo svolgimento ha moltissimi approcci diversi pure lui. Puoi scrivere una quartina in base all’ultima frase, costruendo allitterazioni all’inverso fino a ricollegarti alla prima. Oppure puoi scegliere un argomento e trovare prima tutte le rime in tema che hai intenzione di usare, per poi attingere. Puoi sperare che mentre scrivi ti venga fuori la chiusura giusta anche se non l’avevi prevista, e poi c’è il mio metodo preferito che non capita spesso. È uno stato mentale quasi magico, per cui tu scrivi e basta, e tutto torna, rime, allitterazioni, senso e metrica, senza fare nessun calcolo, partendo dall’inizio e arrivando alla fine. Ma succede solo se quel tema per te è veramente molto interiorizzato.

"cracker" è una delle poche parole a far rima con "videomaker"

“cracker” è una delle poche parole a far rima con “videomaker”

Poi c’è l’approccio musicale. Puoi avere in testa un motivetto e decidere di riprodurlo, poi svilupparlo, creare un contrasto con un altro genere. Puoi partire solo dai bpm, costruire un ritmo che ti solletichi e solo dopo aggiungere la parte melodica. Puoi fare tutte queste cose in un ordine sparso. C’è anche un brano composto senza mai ascoltare.

Alla fine l’approccio è sempre misto, a fasi, magari il ritmo, poi il testo, poi la parte melodica, poi il ritornello. La maggior parte dei ritornelli erano in freestyle, li scoprivo mentre li cantavo, potevano cambiare da una registrazione all’altra. Queste ultime erano sempre pochissime, e non c’erano quasi mai tagli e incollature. Volevo rendermi conto dell’eseguibilità effettiva del brano, se avessi registrato le singole frasi mi sarei perso l’utilità di calcolare dove mettere i respiri. Però poi venivano delle schifezze incredibili che non avevo voglia di registrare ancora e me le tenevo così, come monito per il futuro.  Comunque cercavo sempre di creare un collegamento significante tra il lato plastico e quello formale. Eh?

 Parlaci dell’Armadio delle meraviglie, dove registravi i pezzi..

Io tengo i vestiti sulle mensole, è più comodo. L’armadio vuoto un bel giorno mi è sembrato un’ottima cabina di registrazione. Sapete che il cartone comune è un ottimo materiale  per insonorizzare? Sono fiero del risultato ottenuto con quell’armadio, riuscivo a stento a sedermici dentro ma c’era una piccola mensola per poggiare il computer e una presa elettrica interna. Con una maniglia piccina potevo chiudere la porta, si sigillava perché c’erano dei magneti e una chiusura ermetica fatta con la gommapiuma. Potevo urlare senza disturbare nessuno, però non c’era aria. Andavo subito in debito di ossigeno e non usando il diaframma, la tonalità della mia voce saliva parecchio. Mi sarei vergognato molto a registrare centinaia di pezzi semplicemente alla mia scrivania, avrei distrutto i miei rapporti sociali. L’ho usato per moltissimi pezzi fintanto che vivevo a Bologna, poi l’ho abbandonato e adesso non ho idea di che fine abbia fatto. Mi manca. Viene citato nel pezzo Il Mio Armadio Insonorizzato; il beat è di Pjotr, con cui ho collaborato per alcuni brani.

un mio riflessivo screenshot dal Video Musicale In Cui Cammino

Testadiclaudio che fa la faccia da Marco Mengoni| screenshot dal Video Musicale In Cui Cammino

Personalmente ho un debole per il rap di Ratzinger Papale Papale, la “La straziante testimonianza di un kebabbaro” di Senza Cipolla Senza Piccante  e, in quanto ipocondriaca Diagnosticarsi Malattie Mortali Su Yahoo Answers  qual è il pezzo a cui sei più legato? E perché?

È una domanda impossibile. Potrei dirlo di qualsiasi pezzo metta in play, perché sono tutti il risultato di intuizioni, sfighe e micro-aneddoti che anche solo per questa documentazione ora mi stanno a cuore. Ci sono molti brani di un taglio più serio di quelli che hai citato, vi rimando alle playlist tematiche che ho postato su soundcloud.

Dopo il progetto arriva Crowditè, l’album che stai promuovendo su Musicraiser. Che percorso hai dovuto affrontare da giovane talento ancora incompreso?

Per farmi accettare da Musicraiser ho dovuto raccontare tutta la storia, preparare un video di presentazione e completare la mia pagina personale in base alle loro indicazioni. L’unico mio biglietto da visita è quello di aver fatto Unpezzoalgiorno, magari questa storia li ha incuriositi.

Testadiclaudio

Testadiclaudio

Per quanto riguarda la produzione non avevo idea di come funzionasse, e lo scoprirò del tutto solo quando avrò incassato. Per adesso ho chiesto preventivi e ho parlato con un diverse persone che si sono dette disponibili. Mi è servito per fissare il budget, per capire i tempi ecc. Nonostante io esista da pochissimo per fortuna conosco un po’ di amici che fanno questo per davvero, primi tra tutti quelli che suonano con me nella Testadiclaudio Cover Band, complessino formatosi per portare in Live i brani di Unpezzoalgiorno. Ma anche producer molto attivi e rapper. Io spero di affidarmi a delle competenze cercando di fare ciò che farei se mi fosse andata “bene” e fossi un Art Director pubblicitario. Quello che vorrei sarebbe far ascoltare i brani a dei professionisti e spiegare: “Senti questo kazoo stonato? Io me l’ero immaginato come un violino”. Dalla bozza al prodotto finito c’è tutto un mondo. Bisogna aggiungere dettagli preservando la visione d’insieme. E pensa che a quest’ora potevo stare a Milano a mangiare un panino vuoto prima di rimettermi a lavorare sugli slogan dei reggiseni.

 Il Video Musicale In Cui Cammino è un literal al contrario, ovvero ciò che canti descrive quello che stai facendo ma di proposito…e prendi in giro i peggio cliché dei video musicali. Il risultato è decisamente divertente…

Sì, con degli amici videomaker volevamo estrarre un video da uno dei pezzi. Ho scritto un brano apposta come se fosse uno storyboard, ho disegnato le inquadrature e le abbiamo riprodotte nel modo più fedele possibile. L’abbiamo girato l’anno scorso in una settimana, ma l’ho montato solo ora per lanciare il crowdfunding. È stata una buona idea perché volevo anche evitare di attirare l’attenzione su Unpezzoalgiorno in anticipo, mi avrebbe messo un sacco di ansia. Peccato per la qualità dell’audio che si è alterata per un mio errore di esportazione, spero che sia un incentivo per supportare il mastering vero di un album. I like comunque sono volati.

 Il Crowdfunding dura 60 giorni ed è iniziato l’8 Maggio scorso. Le ricompense disponibili sono il download in anteprima dell’album più una traccia bonus, il dvd del concerto, l’apparizione nel prossimo videoclip, e un pezzo rap acronimo per voi o per i vostri amici. Acquistandole si inaugurerà una nuova fase di studio e ricerca con musicisti di spessore, rendendo reale questo primo album e diventando una parte fondamentale del mio percorso.

Per cui, belle genti di BB, se volete sapere qualcosa di più su Testadiclaudio, partecipare al Crowdfunding e ricevere un pezzo rap acronimo potete farlo qui.
A Testadiclaudio, inboccaalupo.
Sperando che al signor Bolognina Basement non venga in mente di farmi scrivere un articolo al giorno…


Claspita


clara claspita