Recensioni di film che non ho visto – Puntata uno
31 Gen 2015

Recensioni di film che non ho visto – Puntata uno

Inizio spiegone.

È appena uscito il film di Maccio Capatonda, Italiano medio.

Ma l’italiano medio come sceglie i film da vedere al cinema?
Ci sono quattro parametri:
1- vedere il trailer;
2- leggere una recensione di un sito specializzato, da cui derivano due scuole di pensiero: FilmTv Vs Mymovies;
3- farti consigliare da un amico/conoscente del quale hai una buona considerazione cinematografà;
4- “essere costretto” ad andarci dalla tipa/una che ti vuoi intortare. C’è il nuovo film di Kim Ki Duk, mi accompagni? E tu te porti la copertina, il cuscino quello per dormire in aereo e buonanotte.

 

Che bella fotografia ha questo film di Kim Ki Zzzzzzzzz

Che bella fotografia ha questo film di Kim Ki Zzzzzzzzz

 

Questa rubrica non è quella solita di cinema in cui lo pseudocritico ve dice questo film bello quattro stellette sublime fotografia storia che regge memorabile la scena che je esce gli spinaci dalle mani.
No.
Qui se vive d’impressioni. Le stesse che ci creiamo quando decidiamo di andare in una sala cinematografica, preferibilmente ad inizio settimana che c’è lo sconto per gli studenti e anche se non sei più studente hai ancora il badge (che possiedi solo per quel motivo).

Una sorta di ragionamento per valutare a priori se tra i film della settimana ce n’è qualcuno che meriti una visione, una non visione o una pernacchia.

Il metro di giudizio, l’unità di misura, insomma le classiche stellette saranno i Mollica (sì, citando lo spietato critico Rai Vincenzone Mollica, l’unico che recensisce film che sembra non abbia mai visto), i voti andranno da 1 a 5 e i films saranno più o meno quelli della settimana che viene, usciti da poco poco o che stanno per uscire.
L’importante è che non li ho visti (e forse mai li vedrò).

Una Mollica

Un Mollica

Mezza Mollica

Mezzo Mollica

 

 

Fine spiegone.

Bando alle ciance, addentriamoci nei consigli per gli acquisti.
Vai Demo.

Italiano Medio, M. Capatonda

 

 

Come non iniziare dal già citato primo film del mio compatriota abruzzese Maccio Capatonda, pompato da un battage pubblicitario che farebbe impallidire Checco Zalone?
Tra critica della società contemporanea, individualismo sfrenato e disimpegno tutto italiota e citazioni che vanno da Fight Club a Limitless (Limit che? Il film dove il protagonista di Una notte da leoni se pija le pillole e sta tutto accelerato), la pellicola di Capatonda ci mostra il lato più oscuro dell’Italia attraverso sagaci gag e…
Vabbé, che so’ ste stronzate. Basta il trailer. Ci sta SCOPARE e GLIEL’HO BUTTATO.
Credo sia abbastanza.

MollicaMollicaMollicaMollica

 

Unbroken, A. Jolie

Sì, avete letto bene, Angelina mo fa pure i film.
La storia di un eroe amerrigano della seconda guerra mondiale, ex-olimpionico, che viene fatto prigioniero dai giappi cattivoni e pure stronzi aggratis.
Il trailer parte da Momenti di gloria e da una voce che fomenta il protagonista a colpi di resisti!, ce devi credere!, e nothing is impossible, stile motivatore di Campioni; poi arriva Cast Away anacronistico e di colpo, puff, diventa Tom Hanks senza pallone; poi lo trovano i giapponesi che lo acchiappano e lo schiaffano in un campo di prigionia e diventa Militari di menare. Schiaffi, pugni, calci, quattro sganassoni che je volano i denti. Memorabile la scena in cui tutti i suoi compagni di prigionia, in fila indiana, lo prendono a pizze e lui zitto e muto.
Se fossi stato nella Jolie, per non farmi riconoscere, avrei usato lo pseudonimo Lara Croft.
(mezzo mollica in più perché la regista è fregna).

MollicaMezzo Mollica

 

Gemma Bovery, A. Fontaine

 

Un panettiere della provincia francese è fissato con Madame Bovary.
Un giorno nel suo paese arrivano una coppia di nuovi vicini inglesi che di cognome fanno Bovery. Stranamente lei è una patata clamorosa e si comporta come Madame Bovary. Il panettiere allora inizia ad idealizzare (non in quel senso, zozzoni) la Bovery pensando sia la Bovary. Poi lei mette le corna al marito con un belloccio franzoso e parte il pippone amore impossibile, passione, io sono libbbera, ecc.
Il panettiere, nel frattempo, regge la candela.
Anche nel mio paese anni fa arrivarono due nuovi vicini esotici: una coppia svedese. Gli Eklund. Avevano più di settanta anni, facevano tre quintali in due e il loro cognome non ricordava alcun grande romanzo dell’ottocento.
Tratto da una graphic novel dell’irreprensibile Posy Simmonds, il film vi suggerisce una grande idea: leggeteve la graphic novel da cui è tratto, và. Sempre a vedere questi riadattamenti paraculi state. Leggere fa bene.

MollicaMollica

 

Turner, M. Leigh

 

Dal titolo pensavo fosse un reboot di Turner e il casinaro, capolavoro con Tom Hanks e il cane quello de Tequila e Bonetti. Invece no.
Qui si trasuda arte. La biografia del più grande pittore inglese, un po’ burbero di quel burbero che dici che lenza!, amante delle donne e grande viaggiatore.
Infatti pare sia un bel viaggio a livello visivo, pare che abbia fatto sold-out per due giorni al Lumiere la settimana scorsa per il festival dell’arte e per questa ragione pare sia bello (così mi hanno detto).
Uniche pecche il trailer, in cui si sentono due minuti di complimenti a Turner (bravo, genio, grazie, gentilissimo) e le didascalie in sovraimpressione con estratti di recensioni dei quotidiani/riviste italiani.
Perché, ed è una mia teoria, in un trailer, la bellezza del film è inversamente proporzionale alle didascalie delle recensioni dei giornali in sovraimpressione.
Cioè, non ho capito, esce in sovraimpressione il commento “il film di Mike Leigh convince tutti” de Il Giornale e io lo dovrei vedere per quello? Ma siete scemi?
Tre molliche (mezzo mollica in meno per la recensione entusiasta de Il Giornale)

MollicaMollicaMollica

 

Biagio, P. Scimeca

 

Biografia di Biagio Conte (interpretato dal sosia di Luca Barbareschi), benestante palermitano che ad inizio anni 90 si spoglia dei suoi averi per trovare Dio ed il senso della vita, ma, soprattutto, per allontanarsi dalla piaga del traffico tentacolare e votticoso di Palermo che mette famiglia contro famiglia.
Un po’ San Francesco, un po’ Into the wild, un po’ Padre Maronno, un po’ Ruggiero di Un sacco bello ma senza spada de foco, il film è di quelli che ti piacciono se ti piacciono la natura, i paesaggi maestosi, la meditazione e i dialoghi rari e con frasi ad effetto.
A me i film sostanzialmente senza dialoghi non piacciono (con qualche eccezione, tipo Il vento fa il suo giro), ché si corre il rischio di una poetica pretestuosa e fine a sé stessa, come insegna il mio nemico giurato, Kim Ki Duk.
Ecco, speriamo che sia più sul Giorgio Diritti e meno Kim Ki Duk di Primavera, estate, autunno, inverno, primavera, estate, inverno, primavera, autunno, estate, e ancora primavera, poi inverno fine a che tu spettatore non cadi in letargo.

MollicaMollicaMollica

 

Educazione affettiva, F. Bondi, C. Bicocchi

 

Documentario sui cinque anni di elementari di una classe fiorentina, che alimenta, se mai ce ne fosse bisogno, il filone cinematografico-scolastico.
Solo che qui si punta sull’educazione agli affetti di bambini tenerissimi e non su Silvio Orlando, Valerio Mastrandrea, una banlieu parigina e il piccolo Antoine Doinel (o Gli anni in tasca).
Si avvicina più a Essere e avere, documentario francese sempre sull’educazione alla vita di bambini delle elementari.
Solo che loro vivevano in un villaggio lassù sui monti con Annette, isolati da tutto, sommersi dalla neve e non nel paesino del panettiere del film su Bovary o a Firenze.
Poveretti.

MollicaMollicaMezzo Mollica

 

L’Oriana, M. Turco

 

Ah vabbè, Elisa di Rivombrosa in: Oriana Fallaci.
Serviva una toscana bona e hanno preso lei. Laura Morante è troppo vecchia, mannaggia la miseria.
Tutta la storia, tutto l’impegno, della giornalista a zonzo per il mondo: dalla guerra in Vietnam, ricostruita in Molise, all’intervista in cui ha fatto incacchiare l’Ayatollah (ah, tra parentesi, , condoglianze all’attore che lo ha interpretato, prossimo obiettivo dei servizi segreti iraniani).
Nel mezzo il Freddo della serie Romanzo criminale che parla come Ivan Drago: di fiero lei, anche cuore ha di fiero o nonostante tiuto.
Tutto bello, tutto impegnato, magari pure interessante oh, solo che poi nel trailer vedi la Puccini e pensi: ma se può?
Scusa, a Puccì, non è colpa mia se nell’immaginario collettivo sei una fiction di Cinzia Th (ma poi ‘sto Th che significa, mah) Torrini, che ovviamente non ho mai visto.

MollicaMezzo Mollica

 

Addicted to life, T. Donard

 

Surf non sul Tirreno, sci estremo, arrampicata, voli con tute aerodinamiche, canoa su torrenti pericolosissimi, evoluzioni sullo skate, sci d’acqua attaccati al paracadute (il, aspettate che controllo, uhm, kiteboarding).
Sport estremi, interviste a bellocci, sempre franzosi, con occhiali da sole oppure abbronzati, numeri che se io provo a fare il 10% di quello che fanno loro mi rompo tibia e perone, montagne, mare, neve, fiumi, aria, Manolo (ora una comune guida alpina, sapevatelo), Patrick De Gayardon.
Lo potevano intitolare Sector. No limits.

MollicaMezzo Mollica

 

P.s. C’erano altre due/tre film in settimana che sono in realtà spettacoli teatrali o opere liriche.
Mè, vedeveli a teatro, mica posso fare tutto io.


Tibberio

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