Quando il rap incontra la letteratura: Murubutu e l’arte dello storytelling
15 Mag 2014

Quando il rap incontra la letteratura: Murubutu e l’arte dello storytelling

Vi portiamo a conoscere uno degli artisti della parola che maggiormente prediligiamo, Murubutu, al secolo Alessio Mariani.

Rapper e storyteller, entra a far parte della cultura hip hop già agli inizi degli anni Novanta, fondando la Kattiveria Posse (conosciuta oggi come La Kattiveria) composta da skaters, writers e breakers e che attualmente conta la presenza di dj Caster, Il Tenente, U.G.O. e Yanez Muraca. Nel 2009 esce il suo primo progetto da solista, l’album Il Giovane Mariani e altri racconti, a cui segue nel 2011 La bellissima Giulietta e il suo povero padre grafomane altro capolavoro di storytelling. Entrambi stanno per essere ristampati dall’etichetta Irma Records, alla quale si deve la rinascita della storica Mandibola, label, tra gli altri, dei primi lavori di Ice One e dei Colle der Fomento.

Nel 2014 la Irma/Mandibola Records ha pubblicato l’ultima fatica dell’artista, Gli ammutinati del bouncin’ ovvero mirabolanti avventure di uomini e mari, che potete ascoltare in streaming sul sito di Repubblica XL. Il motivo conduttore dell’album è chiaramente il mare, tematica alla quale Murubutu ha già dedicato altri brani, restando legato al filone di ‘letteratu-rap’. Il genere, del quale Murubutu ormai da anni si fa portavoce, coniuga perfettamente la passione per le discipline letterarie con il rap e da’ vita ad incastri metrici che narrano vicende di  personaggi di ispirazione storica e di vita quotidiana.

Gli abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa di se’ e dei processi creativi che segue.

 

Sarai a Bologna a presentare il tuo ultimo lavoro, ‘Gli ammutinati del bouncin’, puoi raccontarci come nasce un disco di Murubutu? Quale bussola segui per non naufragare?

I miei dischi nascono dalle emozioni che mi ispirano, ora alcune produzioni ora alcune storie che ho letto o ascoltato. Il magnete è ciò che mi commuove, il resto è tutta voglia di scrivere.
Le coordinate che seguo per non perdermi sono la lezione dei grandi cantautori italiani e la tecnica degli mc’s d’oltreoceano.  

 Gli ammutinati del Bouncin

Consapevoli della tua passione per la letteratura puoi dirci qual è stato il testo che ti ha segnato di più? E quale testo ti sta appassionando in questo momento?

 Uno dei testi che mi ha maggiormente segnato è Il ventre di Parigi di Emile Zola, un vero capolavoro del naturalismo. Un testo che invece mi sta avvincendo in questo periodo è un saggio scritto molto bene, Il cortigiano e l’eretico di Mattew Stewart, sulla vita e il pensiero di Leibnitz e Spinoza.

 Come riesci a coniugare la tua vita privata, di padre, docente (per chi non lo sapesse, Murubutu insegna Filosofia, Psicologia e Scienze Sociali) e cultore del rap?

 Sono cose che si incastrano abbastanza bene perché occupano stanze diverse della mia mente e le pareti comuni si sorreggono a vicenda. Tra quelli che hai citato il rapper è il certamente il ruolo meno importante che si rivela tuttavia assai utile per migliorare gli altri due.

 Molti parlano del tuo stile di scrittura come ‘rap didattico’. Sei d’accordo con questa definizione?

 Certo, anche perché è una definizione che ho coniato io. Nasce dalla volontà di unire i contenuti culturali, trasmessi dalla scuola, con un mezzo comunicativo efficiente e diffuso come il rap, anche per dimostrare che molti argomenti scolastici non sono così obsoleti. Ci tengo però a precisare che i contenuti espressi nei miei pezzi rap non hanno pretesa di esaustività né rigore, sono solo una modalità accattivante per avvicinare i ragazzi a contenuti culturali che rigettano a scuola o nella vita

 Oltre al rap didattico, ci viene in mente anche una sorta di ‘didattica del rap’. A Bologna e in altre città si diffondono sempre più i laboratori hip hop, i quali aiutano tantissimo a ridefinire i concetti di una cultura che con il passare degli anni ha assunto le forme più disparate. Hai mai seguito questo tipo di laboratori? Che messaggio vorresti dare ai ragazzi che li frequentano?

 Insieme al mio socio U.G.O. de La Kattiveria mi sono occupato anni fa di un laboratorio hip hop a Reggio Emilia. Lui continua a farli tuttora e anche molto bene. Penso siano occasioni fondamentali, a volte conoscere l’hip hop da preadolescente, specialmente se si vivono situazioni di disagio, può cambiarti la vita. I ragazzi spesso si innamorano dell’hip hop e gli dedicano anima e corpo, cominciando a interpretare se stessi in nuove prospettive, allontanandosi a volte da derive esistenziali pericolose.

Murubutu

 

Infine, sta arrivando l’estate. Oltre a “Gli ammutinati del Bouncin’” hai altre “mirabolanti avventure di uomini e mari” da consigliarci? In due parole, puoi indicare al “pubblico” di Bolognina Basement dei testi da leggere o dei dischi da ascoltare?

 Da ascoltare sotto il sole estivo vi consiglio i dischi di Federico Aubele. Da leggere oltre ai classici di Verne un libro incredibile come Papillon di Charrière.

 Da amante delle parole ti proponiamo il classico gioco dell’associazione di  un’idea  un personaggio o un luogo ad un aggettivo:

 Gabriel Garcia Marquez: magico

 Fabio Volo: passo

 Vladimir Il’ič Ul’janov per gli amici Lenin: marmoreo

 Vladimir Putin: sanguinario

 L’Europa: altera, ottusa  e tarlata

 Reggio Emilia: amabile e nostalgica

 Gli Ammutinati del Bouncin: pedante

 La corazzata Potëmkin: famigerata

 Il Festival di San Remo: passo

 La musica indipendente: labirintica

Aniska Franco Louverture

P.S. Per i bolognesi e non che hanno voglia di ascoltarlo e conoscerlo meglio,  Murubutu vi aspetta sul palco di XM24 domani 16 maggio asieme a molti altri artisti della scena hip hop.  Da non perdere.


Bolognina Basement

Bolognina Basement è una visione centralmente periferica sul presente, sulle produzioni culturali e su cosa significa fare cultura indipendente oggi in Italia. Illustrazione, cinema, fumetto, arti urbane, letteratura e musica sono il punto di partenza per raccontare le storie di persone, luoghi, territori e relazioni, per tracciare percorsi di lettura personali e collettivi.