Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi, Pasquetta dove puoi
05 Apr 2015

Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi, Pasquetta dove puoi

Ciao Tibbé, senti perché non scrivi un pezzo su cosa fare a Pasquetta?
Ma io lavoro a Pasquetta.
Ahahah è un sì, vero? Grazie ciaciacia.

Oltre al danno la beffa.
Sono uno dei pochi sfigati in Italia che lavora a Pasqua e Pasquetta e in più ci devo pure scrivere qualcosa.

La Pasquetta, il Santissimissimo Lunedì dell’Angelo, è il giorno dedicato, almeno in Centro Italia, alla “sciuscilletta”: ovvero il radunarsi con amici (numero minimo 20) per fare una scampagnata o picnic che dir si voglia.

In pratica, devastare ristoranti, agriturismi e bucoliche riserve naturali, prettamente di montagna.

Quando ero giuovine, abbiamo quasi raso al suolo un ristorante, colpevole di essere situato sotto un cavalcavia dell’autostrada (nessuno lo sapeva, fu prenotato alla cieca): “’ssu cretin, non sol ci sta affumicà nghi li scarichi di li tir, ma ci sta a da’ pur la robb arriscallat di Pasqua, mo ji rumpem ‘ssu cess di local!”, e via pallonate di rinterzo ad effetto con birillo centrale, calcio a 5 sponde e triplo filotto reale ritornato con pallino direttamente sulle vetrate del (oramai chiuso per atti vandalici) ristorante.
Da quel giorno, io e gli amici mia abbiamo un Daspo a vita, valido solo per il pranzo di Pasquetta, in tutti i ristoranti d’Italia.

Un’altra volta, andammo sulle rive di un lago, creando un piccolo ecosistema basato su carne grigliata, ganja e vessazioni fisiche.
Il giorno dopo quel posto, per evitare altri scempi, è diventato una riserva naturale WWF e per l’occasione sono state assunte, con regolare concorso truccato, 1200 nuove Guardie Forestali. Poi si dice che la gioventù italica non faccia girare l’economia, tzè miscredenti.

Ma Pasquetta, questa Pasquetta 2015, è anche l’occasione per scoprire feste, rievocazioni, sagre ed eventi che nessuno, forse nemmeno chi ci abita, conosce.
Tramite Google, scrivendo “cosa fare a Pasquetta 2015”, sono arrivato fino a pagina 50 per scoprirle.

Ad Andora (SV), t̶r̶a̶ ̶i̶ ̶p̶i̶r̶e̶n̶e̶i̶ ̶f̶r̶a̶n̶c̶e̶s̶i̶ ̶e̶ ̶s̶p̶a̶g̶n̶o̶l̶i̶, è in programma un evento per grandi e piccini: si parte alle 15,30, in piena fase post-digestione del pranzo degli avanzi di Pasqua, in Via Roma, dove i bimbi possono giocare con le bolle di sapone (uh-che-divertimento), ballare con l’irreprensibile Paolo Ricci Dj (noto Dj resident di comunioni e cresime della provincia di Savona), e giocare con i palloncini artistici (sticazzi quelli a forma di giraffa) realizzati in varie forme.
Ma il parterre de roi non finisce qui. I bimbozzi potranno giocare con tre pupazzi d’eccezione: Mister Basilico, il pupazzo che insegna alle nuove generazioni come fare il pesto minacciandole a colpi di pestello, l’Orco di San Gregorio, versione low cost di Shrek, affiancati per l’occasione da Puffetta, che continuerà il suo show nel privè con i papà.
Il momento clou arriverà alle 18, con il grande concerto di Cristina d’Avena (che passa con nonchalanche dai Gem Boy allo Zecchino d’Oro State of Mind): da Fivelandia 5 a Fivelandia 6 a Fivelandia 7 fino ad arrivare a Fivelandia 22, tutti i grandi successi dei cartoon che i bimbi di oggi non hanno mai visto.
Seguiranno una messa in ricordo di Uan, Ambrogio e il Pupazzo Five e lo spettacolo teatrale “Tonio Cartonio & Giorgio Albertazzi leggono: le fettine panate”

Giorgio Albertazzi

“Cooosa faccio… Stasera?! Le… Feeettine. Panate. Sì. Sì… Mi piacciono. Le fettine paaanate…”

A Veglie (LE), per la precisione al Parco Santa Barbara, si balla e ci si scatena con, trascrivo integralmente, “un vero e proprio concentrato di energia rappresentato dalla freschezza e dall’adrenalina della cantautrice salentina Nicoletta Notaro (La Nik, chi?), la spumeggiante esuberanza di (…rullo di tamburi) STRINIUZZO (in verità si chiama Striunizzo, cioè per dire quanto sia considerato dall’organizzazione) e allo storico duo formato da Roby “Borillo” Boribello e Paolo Franchetto (i Los Locos), da oltre 20 anni emblema della musica latina in Italia”.
Da questo evento si deducono alcune cose: 1- non è vero che i Los Locos vengono scongelati solo l’ultimo dell’anno da Carlo Conti; 2- gli organizzatori potevano chiamare anche Antonio e Marcello 3- Mueve la colita (colita, c’lita) non scasserà la minchia in spiaggia solo a me; 4- gli abitanti di Veglie sperano nella grandine.

 

Ma perché non andare a Volandia (Somma Lombardo, VA) a guardare il mondo non da un oblò ma da una mongolfiera? Eh? Perché non elevarsi a 25 metri d’altezza per godersi “Malpensa dall’alto, i 60 mq delle Ex Officine Caproni o la catena della Alpi”? Eh, brutti stronzi?
E se non vi basta, potrete visitare il padiglione aerostatico, con la più grande raccolta mondiale a tema aerostatico dove scoprire l’uso della mongolfiera nei secoli e vedere un frammento del pallone che nel 1804 si alzò in volo per celebrare l’incoronazione di Napoleone. Solo un frammento però ché il resto è schioppato in mille pezzi.
E se ancora non riuscirete a dire basta per cortesia basta vi scongiuro, ci saranno in esposizione gli orologi da tavolo che decoravano le stanze dei Principi Doria (non quelli dei biscotti, nemmeno ve fanno magnà) del pannello divisorio della Regina Maria Antonietta.
Se siete ancora vivi, consultate le Pagine Gialle alla voce psicologi.

 

Ad Iglesias (che cazzo di targa ha Iglesias? Vabbè in Sardegna), nella Galleria Villamarina e a Lula (NU), nella Miniera di Sos Enattos, è in programma Miniere Aperte, dove, a differenza di Cantine Aperte, non degusterete vino ma carbone.
Scoprirete i segreti di queste miniere dismesse, vi farete cullare dall’atmosfera, dall’atmosfera, uhm, buia delle gallerie minerarie buie e capirete che culo avete a non essere nati nell’entroterra sardo mezzo secolo fa.
Se poi fate i bravi, vi faranno uscire, sennò vagherete come Fantozzi nelle Grotte di Postumia.

 

Festone a Tredozio (FC), con il Palio dell’uovo, nato nel 1964 ed ignorato dall’umanità fino ad oggi.
Qui la Pro Loco locale si è superata:
“…Momenti principali della Sagra sono la tradizionale battitura della uova ed il campionato nazionale (nazionale, mica fischiett) di mangiatori di uova sode (il record della gara va ad un tredoziese con 19 uova ingoiate in 3 minuti (il malcapitato è morto un minuto dopo)) (…) Il Palio si svolge nel lunedì di Pasqua, con la sfida dei 4 rioni lungo l’alveo fluviale del paese, nella zona antistante P.zza Vespignani. La conquista del Palio è preceduta da una sfilata storica in costume medioevale (gli sbandieratori lanceranno frittate). Soggetto esclusivo delle gare del palio è l’uovo (ma dai), sia crudo che sodo; le gare che concorrono alla conquista del Palio sono quattro come i Rioni: la più spettacolare resta senza dubbio la “battaglia delle uova” crude, che vede contrapposte a rotazione le coppie dei Rioni in un incontro di abilità e precisione, con il lancio di 600 uova per ogni tornata (che nemmeno ad una proclamazione di laurea del Dams). Non meno divertenti e spettacolari sono la gara “dell’uovo nel pagliaio” con la ricerca di circa 200 uova sode nascoste in un capiente pagliaio (giudice della gara: un ago), la gara “dell’uovo in bersaglio” con il lancio di uova crude verso un maxi bersaglio (a forma di Giovanardi) con la squadra avversaria protesa ad arrestarne la corsa con una pala di legno ed infine la gara “del tiro alla fune” (se notate bene, le virgolette sui nomi delle gare sono messe a capocchia) sull’argine del fiume con le due squadre posizionate sulle rive contrapposte (la fune è fatta da pan di spagna intrecciato)
La sagra si concluderà con la consueta “caccia al vegano”, in cui si cercherà di convertire all’uovo questa bizzarra minoranza umana.
Uova, uova, uova, uova in tutte le salse, in camicia, alla Bismarck, al tegamino, con o senza sorpresa, sode, crude, de Pasqua, al cioccolato bianco, fondente, al latte, insomma non vorrete più sentir parlar di uova per decenni.
Lo slogan del Palio, scandito dal testimonial, Martufello, è “Se questo è un uovo” (“Se ueshto è u’ uouo”) (scusate, è pessima, ma è da 20 minuti che ce l’ho in testa).

martufello

“Uenite al palio dell’uouo a Treddozzio”

Vi volete sbarazzare un paio d’ore dei vostri figli o di quelli altrui?
A Forni di Sopra (UD) li potrete ammollare un paio d’ore all’asinello Biagio che alle 10,30 di mattina, alla modica cifra di 8,50€, ve li porterà in giro. Pian pianino ché l’organizzazione ha pensato bene di chiamare il tutto con Biagio si va adagio. Oh che non è mica un asinello fast and furious.
Il fatto è che i partecipanti sono 12 e l’asinello è uno, sempre quella povera bestia di Biagio. Che si fa? Mettiamo i pupi uno sopra l’altro a piramide, stile Circo Togni? Oppure si organizza un little fight club e chi vince va sull’asinello? E mentre uno sta sull’asinello, gli altri che fanno? Li mandiamo a funghi ed asparagi?
Guarda, stamattina mi figlio ha fatto la passeggiata con Biagio l’asinello. Non si è divertito per un cazzo, ma ce siamo fatti ‘na frittata di asparagi delicatissima.
Nella foto, l’asinello Biagio, quello vero, e la sua incontenibile felicità nel ricevere in groppa bambini.

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“Ciao Bambini!”

Nuovo giro, nuova sagra a Bibbona (LI), con la supercombo Festa del cedro/Palio delle botti.
La Festa del cedro, a quanto pare, è vecchia di cinque secoli: il Papa Callisto decise, a mò di Sceriffo di Nottingham, di far pagare ai bibbonesi un tributo al Vescovo sottoforma di cedro ché il Vescovo era ghiotto di Cedrata Tassoni. Poi stop, il Vescovo è cambiato e i cedri rimasero inutilizzati, quindi si virò sulla “Festa dei fidanzati”. A Pasquetta i fidanzati di Bibbona iniziarono a rivelare ai propri genitori il loro amore. E per conquistare tua suocera che je regali alla morosa? Un cedro.
Seguono cazziatoni delle fidanzate e coppini in testa dei suoceri.
Quindi lunedì andate a Bibbona e magnateve due cedri, senza fidanzata che poi sono cazzi vostri.
Verso sera, dopo la tombolata fuori stagione, il momento clou, l’appuntamento imperdibile: il Palio delle botti, la supersfida tra i rioni di Bibbona, che vede i partecipanti spigne le botti, forse piene di cedri invenduti, su per le strette salite del paese e morire di ernia del disco.
E voi lì, costretti a sperare, per farvi due risate, che qualcuno venga divelto da una botte.
Insomma, non sanno più che palio inventarsi. Aspettiamo trepidanti un Palio delle Apicross o un Palio dei Frigoriferi.

 

Se avete problemi di insonnia e dovete ricaricare le pile prima del ritorno a lavoro, a Napoli, presso il Cortile del Complesso Monumentale di Santa Chiara, è in programma un concerto di 20 campane di bronzo.
Una volta, senza citare pretestuosamente Hemingway, chi ha suonato la campana? Io: ero a Cork e sul campanile della Cattedrale era permesso suonare, previo lauto pagamento, delle canzoni: ti davano l’ordine sonoro delle campane e tu ding dong. Io ho fatto Fernando degli Abba (ma si poteva andare anche di Jingle bells) e la cittadinanza di Cork mi sarà sempre grata per questo.
Ma, purtroppo per chi ci andrà, le campane non suoneranno in loop F’nnandoFra Martino campanaro suoni tu suoni tu ma brani che vanno dal Primo Medioevo fino al ‘900 con pezzi addirittura di Palestrina e Reich.
E no. O’ surdato ‘nnamurato non la fanno.
Preferisco quasi lavorare, guarda.

 

Fondamentalmente, queste sono solo alcune delle migliaia di proposte pasquettali che si possono trovare in ogni parte d’Italia.
Ognuno se la vive come vuole, tanto l’importante è 1) postare foto dell’Autostrada (la A14 adriatica) quando si scende a casa per le vacanze pasquali (arrivo terra natìa!!! (di solito Puglia) + emoticon felicità) e quando si fa il percorso inverso (arrivederci terra natìa, ci vediamo presto!!! + emoticon triste); 2) postare foto di quello che vi sbafate in questi giorni, maledetti che non siete altro.

 

E più ci penso e più mi dico ma a me che cazzo me ne frega a me tanto lavoro, e più mi rode il culo perché sono osservatore esterno di tutto ciò.

 

Ma tanto eh (é).

 

 

 

 


Tibberio

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