MalEdizioni: in direzione ostinata e contraria
06 Mag 2015

MalEdizioni: in direzione ostinata e contraria

MalEdizioni è una casa editrice indipendente specializzata in fumetto ed illustrazione. Nasce a Brescia nel 2011 con l’intento di portare alla luce ciò che nei canali ufficiali rischia di non trovare spazio, valorizzando la sperimentazione e la ricerca su strade alternative.

Anche questa piccola ma ricca officina editoriale parteciperà venerdì 8 al festival BAUM e, per questo, abbiamo incontrato il suo direttore artistico, Luigi Filippelli.

Siete due giovani editori indipendenti di illustrazioni e fumetti, qual è la vostra storia? Com’è è nato il progetto?

MalEdizioni nasce dal desiderio di creare un ambiente fertile, un’officina editoriale in cui editori e autori possano crescere insieme confrontandosi e arricchendosi a vicenda. La nostra idea è sempre stata quella di dare spazio a voci originali e di curare ogni pubblicazione dandogli il giusto spazio. Ci siamo sempre mossi in modo indipendente e penso che questo ci abbia aiutato a crescere e, nel tempo, a creare un catalogo molto riconoscibile.

Nella descrizione del vostro chi siamo, in relazione alla vostra linea editoriale parlate di “direzione ostinata e contraria” e di stile “post contemporaneo”.  Potrete approfondire questi due aspetti?

Direzione ostinata e contraria per due motivi: primo perché ci siamo messi in moto in un periodo storico in cui alla gente viene chiesto solo di adagiarsi, di non fare e di non disturbare. Secondo perché crediamo che una casa editrice debba prendersi la responsabilità di veicolare delle idee.

Quando parliamo di stile post contemporaneo invece lo facciamo in modo un po’ ironico. Intendiamo ciò che avviene dopo il contemporaneo, ciò che avviene ora. E ciò che avviene ora non è ancora leggibile, forse perché troppo vicino, forse perché mancano scuole artistiche dominanti o forse perché, in fondo, non sta succedendo niente di rilevante (cosa che sarebbe abbastanza rilevante in realtà).

Doccia-MalEdizioni

Avete cercato di portare le vostre pubblicazioni anche all’estero?

L’anno scorso siamo stati al festival del fumetto di Helsinki, ospiti nell’area internazionale. C’era una bella atmosfera e un pubblico eterogeneo ma molto curioso e attento, penso torneremo anche quest’anno. È stata un’esperienza molto positiva, ci ha permesso di conoscere autori che apprezziamo ed editori stranieri molto interessanti. Una sera ci siamo ritrovati al bar del regista Aki Kaurismaki con illustratori e fumettisti provenienti da ogni angolo del mondo, lì abbiamo iniziato a parlare una strana lingua, una miscela di finlandese, spagnolo messicano, inglese, francese e italiano; magari potrebbe diventare il nuovo esperanto…

Domanda scontata, ma obbligatoria visto che si parla molto di crisi dell’editoria e del libro: voi cosa pensate del mondo editoriale italiano e soprattutto di quello ancora più settoriale del fumetto e dell’illustrazione. Quali sono, a vostro parere, le modalità per motivare un paese di pochi lettori come l’Italia?

Credo sia difficile mettere in relazione il mondo dell’editoria classica con quello del fumetto, basti pensare a quante case editrici pubblicano narrativa rispetto a quelle che pubblicano fumetti. Il mondo del fumetto è ancora piccolo e, dal mio punto di vista, molto più aperto e curioso. Più in generale credo che il problema principale del libro in Italia sia legato alla sovrapproduzione di titoli: ho ammirato molto l’editore Marcos y Marcos quando nel 2007, in controtendenza rispetto al resto del mercato editoriale, ha ridotto il numero delle sue pubblicazioni annuali per poterle scegliere, curare e promuovere meglio, dando a ogni titolo del catalogo l’importanza che si merita. Nel nostro piccolo è quello che cerchiamo di fare anche noi: pensiamo che ci sia bisogno di meno libri ma di più libri importanti; libri che restino in libreria, da rileggere dopo anni, libri in grado di contaminare i lettori con sensazioni nuove e inaspettate.

Siete operativi a Brescia: qual è il vostro rapporto con la città?

Dal punto di vista dell’offerta culturale Brescia è una città viva ma anche frammentata, è composta da tanti piccoli nuclei di persone che animano la scena culturale. Non ci sono molti eventi legati al fumetto ma c’è la Rassegna della Microeditoria e non mancano i festival musicali. Noi amiamo particolarmente la Festa di Radio Onda d’Urto che al suo interno ospita la Libreria del gatto nero, uno spazio che ci ha sempre accolto e con cui collaboriamo molto volentieri.

Illustrazione di Alessandro Baronciani

Illustrazione di Alessandro Baronciani

Restando in tema territoriale, organizzate anche un festival itinerante, Tra le nuvole, che quest’anno compierà ben 5 anni. Visto che BAUM è al suo primo anno, volete raccontarci gli aspetti positivi di questo percorso; con quali presupposti avete deciso di avviarlo e se avete ottenuto quello che vi aspettavate.

Il festival è nato in modo molto naturale. Nadia Bordonali, oltre ad essere il nostro direttore editoriale, lavora come bibliotecaria nella piccola biblioteca di Brandico, in cui cinque anni fa ha creato uno scaffale dedicato ai fumetti. Da lì è partito tutto, abbiamo iniziato a promuovere i fumetti in biblioteca e la persone hanno risposto in modo molto positivo. Il primo anno gli appassionati del paese hanno portato in biblioteca le loro collezioni private creando una vera e propria mostra autogestita. Noi ci siamo occupati di contattare i primi ospiti del festival: Alberto Corradi, che poi è diventato anche un amico e una presenza fissa della rassegna, e il disegnatore Andrea Mutti. Entrambi ci hanno dato fiducia e ci hanno dedicato il loro tempo nonostante fossimo una realtà minuscola, da lì la strada è stata tutta in discesa: l’anno successivo un’altra biblioteca ha chiesto di poter far parte del festival, l’anno successivo un’altra ancora… a un certo punto abbiamo deciso di far diventare Tra le nuvole un festival itinerante, che portasse il linguaggio del fumetto in giro per la provincia. Ci piace molto l’idea di portare gli autori fuori dalla città, e ancora di più ci piace l’idea di mettere al centro di queste proposte le biblioteche. Quest’anno il festival si svolgerà dal 6 maggio al 21 giugno e sarà denso di appuntamenti: mostre, incontri con l’autore, cineforum e laboratori per ragazzi e adulti dedicati al fumetto in tutte le sue forme.  


(senza fonte)

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