La felicità in un autoscatto: intervista a Gianni Morande
04 Mar 2015

La felicità in un autoscatto: intervista a Gianni Morande

A ognuno e ognuna di noi piace farsi i cazzi dei vips, c’è chi segue con trasporto le vicende di Kim Cardascian e dei suoi selfie e chi invece preferisce Gianni Morande* e i suoi autoscatti burloni. Noi di BB apparteniamo orgogliosamente alla seconda categoria. È con grande emozione quindi che vi presentiamo l’intervista che Gianni Morande ci ha generosamente concesso. È una persona bellissima.

* Gianni Morande è uno e-quino, la pagina è gestita da lui con l’aiuto di altri cinque ragazzi bolognesi: «sapete…un po’ gli impegni un po’ il non capirci un cazzo». (Grazie di cuore ragazzi!)

GianniGhiaia

Autoscatto con Ghiaia

Ciao Gianni Morande, è per noi un grande onore poterti intervistare, vorremmo iniziare col chiederti come ti vivi il rapporto con i social network, soprattutto con facebook. Ultimamente sta impazzando la moda delle pagine fake, il tuo caso poi è proprio assurdo, nel senso che il tuo imitatore, Gianni Morandi, ha quasi un milione e trecentomila like. Come ti vivi questa situazione, ti senti usurpato? Ha mai provato a contattarti? Pensi che potreste diventare amici un giorno?

Bè il mio rapporto con facebook è molto profondo, ma allo stesso modo molto leggero e semplice. Mi piace condividere i momenti della mia vita privata, anche se non ho ancora ben capito il perché. Per quanto riguarda Gianni Morandi no, non lo conosco…sono felice del suo successo sui social e non escludo di diventare suo amico, anche perché uno con un nome così stupido merita tutto il supporto ed il rispetto del mondo.

Come si evince dalle splendide foto che posti sei veramente un “family-man”, molto spesso però Anna e i tuoi figli ti lasciano da solo e a volte combini delle piccole marachelle, tipo radere al suolo casa. Questo elemento intacca in qualche modo il vostro rapporto? Credi sia per questo che Anna va spesso dal parrucchiere di notte?

No assolutamente..siamo una famiglia davvero molto affiatata e sappiamo perdonarci le nostre piccole debolezze. Certo mi rendo conto a volte di esagerare un po’, ma credo che amare significhi proprio questo: sapersi accettare fino in fondo, a qualsiasi costo.
 Per quanto riguarda il parrucchiere assolutamente no, non vedo nessun nesso. Anna è davvero una persona fantastica e come ogni donna cura molto il suo aspetto esteriore…non c’è da biasimarla. La amo come il primo giorno.

Molte delle tue foto ti ritraggono in cucina, intento a preparare qualche succulenta prelibatezza. Anna lascia libero sfogo alla tua creatività?

Assolutamente sì, anche perché non ricordo l’ultima volta che abbiamo mangiato assieme.

Il tuo ultimo disco si chiama Autoscatto in opposizione all’ormai abusato termine selfie, questa sorta di autarchia linguistica deriva da una volontà di riappropriazione dell’italiano? Hai mai pensato di comprare un bastone per gli autoscatti o ti bastano le tue lunghe mani?

Io avrei voluto intitolarlo proprio “sorta di autarchia linguistica”, ma la mia casa discografica mi ha dato dell’imbecille. 
Posseggo un bastone per gli autoscatti ma non ho ancora capito dove si inserisce la schedina SD, sapete mi mantengo aggiornato ma non sono più un ragazzino
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Gianni a Cuba, foto di non pervenuto

Gianni a Cuba, foto di non pervenuto

Ti piace molto viaggiare, sei un vero e proprio cittadino del mondo. Abbiamo seguito con trasporto le tue avventure a Cuba, ci puoi raccontare qualcosa di più di questa esperienza? Ne hai combinata qualcuna delle tue mentre ti trovavi lì?

Sì amo molto viaggiare, e ho la fortuna di fare un mestiere che mi permette di farlo spesso.
Cuba è un posto bellissimo, e spero di tornarci presto per visitarla meglio. Purtroppo quella volta nel frigobar dell’albergo avevo trovato un sacco di confezioni di Tavernello, che io amo molto e faccio molta fatica a trovare all’estero, e non sono uscito quasi mai.

Vuoi dire un’ultima cosa ai tuoi fans? Un messaggio di speranza forse, sull’importanza di coltivare le piccole cose della vita, come il rapporto con la propria terra e l’affetto dei propri cari.

Le piccole cose sono il sale della vita. Mi piace pensare la felicità come ad un quadro composto da tanti piccoli puntini colorati, di cui da vicino non riesci bene a comprendere il significato, ma che osservati da lontano acquistano senso e spessore, componendo un qualcosa capace di scaldarti il cuore. 
Ora però vado che c’avrei anche i cazzi miei. 
Ciao a tutti e continuate a seguirmi!

La redazione di Bolognina Basement vuole ribadire la salda stima e fiducia nei confronti di Gianni Morandi (quello che canta) che con le sue piccole perle di saggezza ci fa sperare che nel mondo possano esistere ancora persone dal cuore puro.


Annosa Questione

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