Cose a caso verso le quali sarò intollerante nel nuovo anno
31 Dic 2014

Cose a caso verso le quali sarò intollerante nel nuovo anno

Lo dico francamente, basta buoni propositi. Tutte le volte che, alle soglie del nuovo anno, mi sono concentrata sulla fresca brezza delle buone intenzioni  ho fallito, bisogna essere maturi ed ammetterlo, in più la scorsa settimana ho provato un moto di subdola gioia quando ho letto un articolo che raccontava di una donna, delusa dall’oroscopo di Paolo Fox, che esce di casa, trova l’astrologo e prova a picchiarlo.

Ora, lo scopo è non arrivare a questo.

Non voglio invitare nessuno ad essere fisicamente violento, io del resto non lo sono affatto, ma ci sono mille modi per esprimere intolleranza e soprattutto ci sono mille modi di dire basta con fermezza, mettendo fine a tutte quelle piccole cose o dinamiche che ci infastidiscono, che generano l’insofferenza più profonda, che ci frantumano le gonadi insomma. Quindi, nel più banale dei modi, ho deciso di stilare una lista, una classifica delle cose che ho deciso di non tollerare nel 2015, così come mi ha insegnato Rob Fleming che se solo non fosse un personaggio di fantasia sarebbe l’uomo della mia vita e io quindi ho deciso di essergli “altissimamente fedele”.

  • Primissimo in questa classifica dell’odio è il pietismo per le malattie.

Credo che non esista niente di più fastidioso. Non so se vi è mai capitato, spero di no, di avere a che fare con una brutta malattia direttamente o indirettamente (al 90% dei casi l’effetto di cui parlo è sortito dal cancro o da gravi forme di disabilità); quando in queste situazioni ci si confronta con le persone, nel senso più generico del termine, succede che queste ti fissino con lo sguardo languido e la testolina spostata leggermente da un lato e comincino a dire cose assolutamente a caso, magari anche carine e propositive, senza però rendersi conto che con il linguaggio non verbale, la prossemica, ti stanno dicendo a caratteri cubitali “sei spacciato stai per morire anzi sei già uno zombie, POVERINO”.  Col nuovo anno voglio dire a tutta questa gente sensibilissima al dolore altrui che, a prescindere dalla percentuale di curabilità di una malattia, quando vi rapportate a qualcuno con un grave problema fisico state comunque interagendo con una persona viva, non con un morto, e che la condizione in cui questa persona versa non ne modifica necessariamente attitudine e carattere; se uno è stronzo insomma, accade che rimanga stronzo  anche su di una sedia a rotelle o qualora sia affetto da un male incurabile e sarebbe gradevole, nel bene e nel male, non avere a che fare con un malato come se fosse uno bambino di 5 anni perché “ammalate” e ferite la sua dignità di persona.

  • Apertura facilitata o easy peel:

lo so che dopo il pesantissimo discorso di cui al punto 1 è un po’ ridicola questa seconda posizione in classifica, ma che si parli di Tetrapak, della cara vecchia latta o della plastica, io non sopporto l’invenzione dell’apertura facilitata perché mi fa sentire molto stupida.

Non c’è una volta in cui riesco ad aprire il cartone del latte senza versarne in giro almeno una tazza, non mi è mai successo di riuscire ad aprire la vaschetta contenente il mio pranzo tirando semplicemente la linguetta di plastica sporgente che è stata creata appositamente per togliere la pellicola che chiude la confezione, ed alla fine devo per forza usare un coltello. Nonostante io sia dotata di pollice opponibile, alla fine mi sento come quelle scimmie che comprendono che se vogliono mangiare la noce devono prima trovare una pietra per romperla; e allora dico basta, all’anno nuovo avrò sempre a disposizione uno strumento di apertura alternativo per la mia scatola di fagioli, sia esso un adattissimo apriscatole oppure un muro di cemento armato. Decido volontariamente di dire no all’easy peel!

easy peal

  • Fenomeni da facebook:

“Per chi lo merita ci sarò sempre”, “La vita ti dà sia gioie che dolori, ma provandoli entrambi imparerai a vivere”, “Non toccare mai un cuore se non sei capace di amarlo”.

Ok, devo andare avanti o mi sono già spiegata? Questo punto della mia personalissima classifica mi fa salire la pressione alle stelle come poche cose al mondo, viviamo già in un mondo freddissimo, perché rendere anche i migliori sentimenti frasi fatte da copiare ed incollare? Perché siamo così tanto ossessionati dall’espressione, a tutti i costi, degli stati d’animo più intimi? Forse un buon proposito per il nuovo anno sarebbe mitigare il mio cinismo, ma, avendo dichiarato che smetterò con i buoni propositi, allora affermo apertamente che detesto le espressioni patetiche e con esse chiunque professi la sua bontà d’animo con frasi del tipo “Sono buono e caro ma quando ma quando tradisci la mia fiducia non fai più parte del mio mondo” perché io giuro che non vorrò mai più fare parte del tuo mondo a prescindere.

Ma un post in particolare mi infastidisce nel profondo e sono quelli a tema religioso tipo: “condividi anche tu se la ami” con allegata ovviamente una qualsiasi foto della Madonna (non nel senso che è una foto fantastica ma nel senso che la foto raffigura proprio la Madonna),  tali post possono variare da Papa Francesco a Padre Pio passando per ogni genere di santo. E’ forse questa una nuova forma di evangelizzazione?

Concludo in breve il punto 3 invitando gli amici bravi a fare le foto a smetterla, dal primo Gennaio, di aggiungere “Ph” dopo il nome, sarebbe come se qualcuno, solo per il fatto di avere un’ ottima parlantina e buone doti persuasive, si decidesse ad aggiungere Avv. sul proprio citofono.

Mare

  • L’uso improprio della grammatica italiana:

ho studiato tonnellate di libri di linguistica durante la mia lunga (troppo) carriera da studentessa e se c’è una cosa che ho imparato come regola universale valida per tutti gli idiomi attivi è che la lingua è un fenomeno in continua evoluzione e che quotidianamente questa espande e ritrae la sua trama consentendo l’acceso o l’uscita di nuove e vecchie parole. Detto questo, nel mio imminente 2015 non ci sarà spazio per tutta una serie di espressioni a mio avviso insopportabili come ad esempio:

colazionare, questo verbo non esiste e non c’è alcun motivo per renderlo un neologismo perché si può tranquillamente esprimere il concetto dicendo “fare colazione”. Smettiamola in oltre di dire “parla che…” per favore; se ad un certo punto sono diventate importanti le preposizioni ci sarà stato un motivo, e allora mi chiedo, perché non possiamo riconoscerne l’importanza dicendo che un libro, ad esempio, parla di…? Ma non vi fanno male le orecchie?

La parola attimino invece mi fa antipatia a prescindere nonostante sia entrata nell’uso, ed insieme a questa vorrei tanto che non esistesse più un’altra valanga di termini come attenzionare, per dirne uno. Per quanto riguarda i prestiti dalle altre lingue, trovo che essi dimostrino palesemente come due sistemi differenti possano influenzarsi vicendevolmente: diciamo senza accorgercene parole come film, show, baby-sitter o manager; però, se esistono parole bellissime come intelligente, brillante o furbo, perché dobbiamo soppiantarle per dire che qualcosa è smart? Sull’uso della k al posto di ch e della x al posto di per non mi esprimerò, dopo questo sfogo aristocratico sulla grammatica non mi sembra il caso di essere scurrile, sono già abbastanza fastidiosa e saccente così.

ge tem

  • Vestiti e carrozzine per cani.

L’ultima volta che sono andata all’Ikea, che già è una cosa cha da sola crea fastidio come un maglione infeltrito sulla pelle salata d’estate, mi sono accorta di una simpatica signorina che portava il cane, vestito di tutto punto, tra le cucine ed i salotti usando un apposito passeggino per cani, l’immagine era così surreale che la gente le chiedeva di fermarsi per fare alcune foto.

Passeggino cani

Credo fermamente che questa sia una forma di maltrattamento degli animali non differente da quelle che notoriamente indichiamo come tali. Prima di tutto il cane possiede una pelliccia che migliaia e migliaia di anni di evoluzione gli hanno lasciato, un motivo quindi ci sarà se ne è fornito, perché devi aggiungere ai suoi 39° di temperatura media corporea dell’altro calore? Tu, vestitore abusivo di cani, nel mio mondo del 2015 non sarai accettato, a maggior ragione se in più lo costringi a non andare a passeggio (attività amata dai cani) per il gusto sadico di portarlo in giro su di un tristissimo passeggino. Se hai bisogno di elementi che abbelliscano la tua personcina, compra piuttosto un cappellino nuovo o degli scalda-muscoli ma ti prego, lascia in pace quei poveri cani costretti a rimanere ore ed ore immobili tra le tue chiavi, il portafogli e i fazzoletti balsamici solo perché ti piace che la testa di un chihuahua faccia capolino dalla tua borsetta! Tu, piccola Paris Hilton, ricorda che “Un cane è la sola cosa su questa terra che ci ama più di quanto non ami se stesso”. Non si fa, no way! (ops…l’ho fatto vero? Dai, ho detto dall’anno nuovo!)

 Marilia


Bolognina Basement

Bolognina Basement è una visione centralmente periferica sul presente, sulle produzioni culturali e su cosa significa fare cultura indipendente oggi in Italia. Illustrazione, cinema, fumetto, arti urbane, letteratura e musica sono il punto di partenza per raccontare le storie di persone, luoghi, territori e relazioni, per tracciare percorsi di lettura personali e collettivi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *