Can’t Stop Ius Music! Il Laboratorio On The Move dalla parte del rapper Amir Issaa
08 Lug 2014

Can’t Stop Ius Music! Il Laboratorio On The Move dalla parte del rapper Amir Issaa

Ripubblichiamo e condividiamo le riflessioni dei ragazzi del Laboratorio On The Move in seguito agli insulti razzisti subiti da Amir Issaa dopo l’uscita del singolo Ius Music.

“Gente stupida rimasta ancora al medioevo, li sveglio di notte sono l’incubo dell’uomo nero, e se il futuro è il nostro lo vogliamo in esclusiva, stanchi di elemosinare diritti e metterci in fila”.

Le rime che riportiamo sono del singolo intitolato Ius Music, del rapper Amir Issaa. Un titolo eloquente, forte, di quelli capaci di sprigionare il potere della musica in tutte le sue forme. E di far uscire dalla tana i “veri italiani”, i figli della lupa che hanno commentato il video di Amir inneggiando al fascismo, minacciando di morte lui e tutti “i negri di merda”, e che felicemente salutano col braccio destro “un ritorno di Adolf” per porre fine all’invasione. Questi sono solo alcuni dei numerosissimi commenti che compaiono sotto il video di Amir su youtube, e che quotidiani come Libero e La Padania non hanno certo tardato a cavalcare. Inutile riprendere i commenti che questi veri italiani hanno riservato anche al parlamentare del Pd Khalid Chaouki, che compare nel video nelle vesti di un Preside di una scuola.

D’altra parte, però, non scopriamo oggi il razzismo italiano. Non scopriamo oggi che prendere parola è un lusso riservato a pochi eletti, maschi e con la pelle bianca. Non scopriamo oggi che chi è migrante, o nato da genitori stranieri, può essere accettato e integrato solo se disposto a sacrificarsi sull’altare della patria, solo se disposto a farsi sfruttare nella fabbrichetta di qualche vero italiano della lega nord. Non scopriamo oggi che il migrante buono è quello docile, quello che accetta tutto, che sta in silenzio, e che si mette in fila per elemosinare diritti. E che va bene solo se fa gol in nazionale.

Ma non scopriamo oggi nemmeno un altro tipo di razzismo, più sottile, che si presenta sulla scena con la maschera dell’integrazione. E’ difatti un volto benevolo, rassicurante, che tranquillizza tutti. Integrazione è il termine usato dai bravi italiani, perché li fa sentire in qualche modo capaci di addomesticare gli stranieri, perché li investe della funzione di poter educare delle bestie selvagge. La cittadinanza, in questo caso, diventa allora il biscottino da regalare alla bestia ammaestrata che ha accettato qualsiasi condizione di lavoro per ottenere un permesso di soggiorno. Insomma, essere italiano significa essere disposto a farsi sfruttare e restare in silenzio.

Noi, però, italiani e figli di migranti, in silenzio non sappiamo certo stare.  Nelle nostre Crew ci sono ragazzi di diverse origini, ma uniti da progetti comuni, dall’hip-hop, dall’appartenenza ad una stessa classe. Viviamo quotidianamente lo Ius Music di cui parla Amir, e le nostre voci sono assordanti, squarciano la tela del silenzio, e non sono addomesticabili. La cittadinanza, noi, ce la prendiamo ora, senza condizioni, ma sapendo che non risolverà certo tutti i problemi. Lottare contro ogni forma di razzismo e sfruttamento significa, quindi, stare in compagnia di Amir, in compagnia della generazione in movimento.

#meglioiusolichemaleaccompagnati

Lab On The Move


Bolognina Basement

Bolognina Basement è una visione centralmente periferica sul presente, sulle produzioni culturali e su cosa significa fare cultura indipendente oggi in Italia. Illustrazione, cinema, fumetto, arti urbane, letteratura e musica sono il punto di partenza per raccontare le storie di persone, luoghi, territori e relazioni, per tracciare percorsi di lettura personali e collettivi.

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