Breve reminiscenza estiva sul perché andiamo all’Hip Hop Kemp
05 Ott 2015

Breve reminiscenza estiva sul perché andiamo all’Hip Hop Kemp

You know I wanna feel special

Walk around the festival carrying a big stuffed animal

Atmosphere, Fortunate

È passato più di un mese da quando si sono spenti i riflettori sull’Hip Hop Kemp, il Festival musicale dedicato alla cultura hip hop più importante d’Europa; chi più, chi meno, è tornato malinconicamente alla vita di tutti i giorni, ma come la maggior parte delle volte Internet ci viene in aiuto: basta sfogliare le proprie foto, gli album pubblicati in rete o guardare gli scatti su social network come Facebook e Instagram per far tornare vivi i ricordi.

Anche la scorsa estate io ho deciso di trascorrere le vacanze nel solito posto; mentre alcuni di voi si godevano sole, mare, montagne, campagne, città deserte, città affollate, nella seconda metà di agosto sono atterrata nuovamente in Repubblica Ceca.

Non sono atterrata proprio così ma rende l'idea

Non sono atterrata proprio così ma rende l’idea

“Ah, vai di nuovo all’Hip Hop Kemp? Che ne diresti di fare… come dire, una pausa?”

“Una pausa? Stai scherzando?”

“Da quanti anni ci vai? Saranno dieci, almeno per quest’anno basta, no?”

“Dieci no, dai. Sette. E comunque no, non basta”

(Dialogo realmente avvenuto più volte con interlocutori diversi)

Qualcuno me l’ha chiesto. Non sei andata incontro alla crisi del settimo anno? Non ti sei ancora stancata? No, voglio ancora girare per i festival con un orso gigante sotto il braccio, come recita il brano Fortunate degli Atmosphere. E il 2015 è stato un anno fruttuoso dal punto di vista delle esperienze musicali: ho avuto la fortuna di prendere parte ad alcuni eventi in giro per l’Europa. O meglio, piuttosto che definirla fortuna la chiamerei abilità-nel-riuscire-a-ritagliarmi-gli-spazi-per-andare-a-qualche-festival-e-qualche-concerto – ammetto che sovente provo sensazioni quali fatica e spossatezza o mi sovvengono mesti pensieri come “Portatemi a casa” e “Da domani basta”, ma annovero gli eventi musicali tra le poche occasioni di svago e divertimento che ancora mi concedo.

Tra questi, uno degli appuntamenti diventati costanti con la musica e con la cultura hip hop avviene in una città non molto distante da Praga, Hradec Kralove (pronuncia qui), dove da 14 anni viene organizzato il “Festival con Atmosfera”.

In due precedenti articoli pubblicati qui su Bolognina Basement ho già presentato brevemente cos’è l’Hip Hop Kemp in generale e più in dettaglio ho raccontato le mie peregrinazioni senza sosta e le mie reminiscenze proustiane (scusa Marcel) durante l’edizione del 2014.

Nel 2015 i cubi con il sole dentro erano ancora lì che mi aspettavano. Che salutavano il pubblico fedele e che accoglievano chi varcava per la prima volta i cancelli del campeggio più hip hop d’Europa.

Gli ormai famosi cubi col sole

Per raccontare cosa è accaduto nell’area di Festivalpark, quest’anno, data la mia chiara posizione in materia e il mio ormai ovvio apporto di entusiasmo nel promuoverlo ogni anno, ho chiesto ad alcuni amici di aiutarmi a descrivere l’esperienza Kempesque (scusa Franz) e ho raccolto impressioni a freddo sulle avventure vissute durante la quattordicesima edizione dell’Hip Hop Kemp.

Il festival dura 4 giorni, si parte da mercoledì pomeriggio, quando si inizia ad accogliere i primi campeggiatori e si dà il benvenuto con il Warm up party, per terminare all’alba della domenica mattina quando si smantellano tende, gazebo e stand con l’adrenalina ancora carica, si portano via gli ultimi moribondi e si stappano le ultime birre. Se questi giorni vi sembrano tanti, il pensiero comune è di tutt’altro avviso, come il mio del resto – mi ripeto che dovrebbe durare almeno un giorno in più.

Atmosfera accogliente, piena di stimoli. Un po’ troppo concentrato per godersi a pieno i live, mi sarei immaginata un Kemp perfetto di 5 giorni con tutto più flessibile, senza lo stress di correre da un posto all’altro. Comunque i live sono stati potentissimi e non vedo l’ora di essere all’HH Kemp 2016
Molto carico, ottime scelte per gli artisti principali. L’unica cosa appunto è che avere gli stessi live in più giorni te li fa godere di più… Sei meno stanco e organizzi meglio i momenti di relax
Esperienza da fare almeno una volta, perché già appena arrivato, oltre a sentirti come a casa, percepisci un’atmosfera positiva ovunque tu vada… Trovi tanta gente che condivide la tua stessa passione e a mio parere 3 giorni sono troppo pochi o meglio passano troppo in fretta

Abbiamo più volte sottolineato che l’elemento portante del Festival, tanto da essere un appellativo associato al suo nome, è l’atmosfera. E questa si crea grazie alla fiducia reciproca che ciascun kempers nutre nei confronti degli altri, poiché il linguaggio che viene parlato da tutti è uno solo: l’hip hop.

pubblico

Mi ha letteralmente gasato e se posso azzardare un paragone, è la Disneyland ‘rappusa’ in Europa! (Risate) Il posto è grandioso, mi ha affascinato… I live show che ho visto hanno spaccato e l’atmosfera giusta c’è. Sicuramente ci tornerei e se dovessi avanzare delle critiche le prime due che mi verrebbero in mente sono i live numerosi nell’arco di una stessa giornata e troppe ore consecutive da passare sotto il palco; questo non permette di riuscire a vedere tutto perché spesso sei k.o. o si accavallano gli show. Noi ad esempio abbiamo perso un paio di live che avremmo voluto vedere, dunque aggiungere già solo uno o, esagerando, due giorni e programmare diversamente i live aiuterebbe un sacco. Il servizio navetta potrebbe fare più corse e non ho molto capito la differenza tra i due biglietti… C’è da dire però che il campeggio vip è più tranquillo e rilassato a livello di clima. Comunque spacca, un botto

Un po’ di numeri: 8 palchi, 96 ore di live, 500 artisti, 25000 kempers.

Un po’ di nomi, tra gli altri: Joey Badass, Hopsin, GangStarr Foundation, Ghostface Killah, Evidence, Yelawolf, Homeboy Sandman, HDBeenDope, Expansion Team Soundsystem aka Rakaa e Dj Babu, Mobb Deep, Pryhme aka Royce 5’ 9” e Dj Premier, Akua Naru e Reverie.

Quest’anno si è dato ampio spazio alla scena Est-Europea, con nomi che richiamano alla memoria show delle edizioni precedenti, quali Android Asteroid, Kontrafakt, Donguralesco, Pio Squad, Prago Union e innumerevoli altri artisti della Repubblica Ceca, della Slovacchia e della Polonia. Non sono mancati altri artisti Europei come i Four Owls, i Dope D.O.D. e Pumpkin. A rappresentare l’Italia sono stati chiamati Francesco Paura, Ensi accompagnato da Dj 2P, l’Unlimited Struggle family e Mr. Neklaz con l’immancabile Soul Boy e il vincitore della 4 Level Battle (contest di freestyle organizzato dalla Catania Faya Crew), Reiven.

Parte della rappresentanza italiana

La delegazione italiana

Il Kemp è una figata, i live erano precisi e impeccabili ma per quanto riguarda la parte camping, bagni, eccetera c’era un bel po’ degrado (risate)
Un festival ben organizzato in un posto figo, con un clima stupendo. Gli artisti danno sicuramente il massimo perché trovano un pubblico carico e preparato. Comunque da ripetere all’infinito, è da consigliare sempre, visto che è alla portata di tutti se si parla di spese

Ebbene sì, probabilmente il Kemp è uno dei Festival più economici d’Europa: per i ritardatari che lo acquistano last minute nel mese di agosto, il pass standard per i 4 giorni costa poco più di 50 euro mentre il costo del pass VIP si aggira attorno a 95 euro. I prezzi scendono non di poco se si acquistano i biglietti nei mesi precedenti, e c’è anche l’opportunità di vincere qualche ingresso partecipando ad uno dei semplici contest organizzati ogni anno dai media partner.

kemp

La sostanziale differenza tra le due tipologie di biglietti consiste nella possibilità di campeggiare in due zone differenti e nell’accesso a determinate aree, come ad esempio quella che circonda il palco principale, nonché permette l’utilizzo di bagni più puliti e di un numero maggiore di docce calde.

Da sottolineare, l’Hip Hop Kemp non è solo live show: uno dei palchi, il Game Over Street Dance Arena, è dedicato esclusivamente alle danze urbane e ai contest di breakdance, presentati da mc Trix, uno degli anfitrioni più eccellenti del Kemp, mentre lo Chapeau Rouge, storico locale nel cuore di Praga, da qualche anno a questa parte allestisce il corner riservato alle sfide di freestyle. All’interno di Festivalpark si possono inoltre trovare diverse sezioni dedicate al cibo e un’area destinata allo shopping – vinili, vestiti, gadget per tutti i gusti, oltre ad una vasta serie di attività ed attrazioni, tra le quali il basket, lo skateboarding, la lotta nel cioccolato, il beer pong e le zone chill out.

mc trix

Game Over Street Dance Arena – Mc Trix

Una curiosità sul Kemp: una leggenda polacca narra che Marek, supporter dell’Hip Hop Kemp, si sia perso a Festivalpark e che nessuno lo abbia più ritrovato. In qualsiasi momento del giorno e della notte si evoca lo spirito di Marek, ormai divenuto ancestrale: tutti lo cercano e senti riecheggiare il suo nome dalle tende al Main Stage, dagli stand al Backspin Hangar, dai bagni fino all’area VIP: “Maaaaaaareeeeeek!”

I vari uffici Europei e quello Ceco in prima linea stanno già approcciando l’organizzazione per la quindicesima edizione – dal 17 al 20 agosto 2016, i preparativi fervono e allo stesso tempo i reportage si moltiplicano per tenere vivo l’entusiasmo… L’anno prossimo cosa fai, vieni a cercare Marek con noi?

hhk2016

Ringrazio la Fre, Jhona, Folc e Paga della OTM Family, Fabrizio e Filippo per i loro contributi all’articolo, l’Hip Hop Kemp Official Photo Team per le immagini e Karolina per lo scatto al Team italiano (e non solo).

 


Aniska Esse

Control freak con una vita dedicata al teatro. Scrive. Legge. Ama l'hip hop. Accumula cose. Ha sempre la valigia pronta. Si perde nella rete ma si ritrova sempre.

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