Bonom| Sui tetti di Bruxelles
09 Mar 2014

Bonom| Sui tetti di Bruxelles

Cari bolognesi indigeni o adottivi, ho il piacere di presentarvi uno street artist brussellese. Perché ho pensato che tanto la Street Art made in Bo la conoscete già, e poi diciamocelo, il Belgio non se lo fila mai nessuno!

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L’artista in questione è Vincent Glowinski in arte Bonom. Lo so: anche a me prende male quando si conosce il nome anagrafico, ma che ci volete fare… oggi l’anonimato non lo vuole più nessuno. Bonom si chiama così un po’ per caso, e un po’ no. Se lo leggete al contrario, c’è dentro ‘Mono’ che è scimmia in spagnolo e inoltre richiama ‘bonobo’ (che, vi ricordo, prima di essere un must nelle nostre playlist, è sempre un primate). E in effetti quest’artista un po’ scimmiesco lo è: si arrampica, si appende, salta di tetto in tetto… anche sul palcoscenico si muove e danza per realizzare le sue opere. In un video che ho visto alla sua recente personale, utilizza persino una marionetta di scimmia per dipingere a terra. La mostra è interessante perché espone molti bozzetti e studi preparatori, che mi hanno permesso di saggiare il lavoro gestuale e la ricerca (molto zen) sui tratti pittorici. Ci sono anche le fotografie di Ian Dykmans, l’amico di Bonom che l’ha seguito nelle sue notti creative. Sì sì, vi verrà in mente Mr Brainwash con Banksy, ma direi che Dykmans sa il fatto suo: i lavori sulle vecchie carte da foto sono caldi e un po’ inquietanti, mi ricordano la fotografia spiritica e le lastre del dottore.

Bonom punta molto in alto. Scala i grandi edifici del centro e una volta appeso lassù piazza le sue opere: scheletri di animali preistorici, mostri mitologici… una fauna grottesca che si snoda lungo gli appigli offerti dall’urbanistica. Un bestiario contemporaneo che rifà i volti della città, innestandosi nelle sue colonne vertebrali. Vi indico giusto 3 opere, il resto potete vederlo sul web (o se volete vederlo dal vero, vi offro volentieri il mio divano!).BONOM-2

Il Minotauro in realtà è a Parigi, nel 12esimo arrondissement (che era il mio quartiere). A guardarlo mi viene subito in mente l’Asterione di Borges, prigioniero del suo labirinto quasi per scelta -e voi parigini, tra un incrocio e l’altro, o nel tunnel della metro… siete proprio sicuri di essere liberi?? Forse vi cadrà l’occhio su un particolare: quelle due date sotto la firma fanno pensare che il primo disegno (2008) fosse solo nero, e che poi nel 2009 l’artista ci sia ripassato aggiungendo il verde (bravo, ci sta proprio bene!). Ma non perdiamo il filo e andiamo avanti.

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E spunta fuori lei che si masturba sui tetti, in faccia ai passanti. Altro che ‘Alba Chiara e tutto il mondo fuori’, questa te la trovi sopra la testa al tramonto, esibizionista e selvaggia. A voi piace? A me piacerebbe imitarla, deve essere molto liberatorio –magari fra qualche mese, visto che ancora fa freddino!  Che vi sia venuta voglia o meno di masturbarvi, riconoscerete che non può che farci bene quell’opera lassù. Della serie sbottonatevi gente, smettetela di camminare tutti impettiti con la puzza sotto il naso, piuttosto alzatelo all’insù: qui c’è qualcuno che si gode il momento.patatecipolle.blogspot.com (foto3)

Il nostro tour termina sotto casa mia. ‘Ora tocca a noi, ma una volta c’erano i dinosauri!’ Bonom dipinge la preistoria della città. Fossili mastodontici ci fanno sentire piccoli così, e ci ricordano che anche noi siamo solo di passaggio… Meglio ricordarsene se si vive dentro quella buffa nave da crociera che è il Parlamento Europeo. Un giorno anche l’Europa sarà archeologia, patrimonio culturale? Affogate pure queste riflessioni in una Chimay o in un cocktail allo zenzero nel quartiere congolese!

Bisou, Claire


Claire Mini-Paniers

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