BB meets Davide La Rosa, un’intervista armata di ascia.
19 Mar 2014

BB meets Davide La Rosa, un’intervista armata di ascia.

Ho scoperto i fumetti di Davide La Rosa in un pomeriggio grigio del 2008. Pur essendo una giovinetta di belle speranze era una di quei periodi mesti in cui mi sentivo una medusa e quindi passavo il mio tempo a vagare a casaccio su internet. Poi arrivò lui. E con lui tutto il suo mondo di fumetti disegnati male in cui c’era tutto ciò che chiunque possa chiedere ad un fumetto: un mondo demenziale ma al contempo geniale fatto di fotomontaggi a casaccio, personaggi del calibro di Giacobbo e Marco Columbro, moltissimi papi e “cose che la Pimpa muore”. In questi anni il mondo di Davide s’è ampliato moltissimo e non ha mai smesso di farmi sganasciare dalle risate, senza limiti e senza dignità. Davide nelle sue tavole mischia illogicità e genio, grafiche imbarazzanti e battute dissacranti, assoluti nonsense e vere perle. Per non parlare del fatto che ha raggiunto il massimo riconoscimento  a cui un giovane della nostra generazione può aspirare: ha una pagina su wikipedia. E manco se l’è fatta da solo.

I fumetti disegnati male sono ormai, per i suoi affezionatissimi lettori, uno stile di pensiero. Se non lo conoscete: conoscetelo. Amarlo sarà inevitabile.

Screenshot 2014-03-16 22.33.17 tratto da “Gli Avengers del Fa#

Davide, alcuni potrebbero pensare che dietro ai tuoi fumetti ci sia un qualche profondo messaggio filosofico. Che ne so, una negazione del disegno attraverso il disegno stesso. L’arte che promuove un’affermazione di sé attraverso una forma di non-arte. Roba così. La realtà è che a disegnare fai proprio schifo. Com’è che ti sei messo a fare fumetti?

Oddio, io non ci ho mai messo filosofia in quello che faccio… semplicemente mi esprimo con il linguaggio che conosco meglio, appunto il fumetto. Facevo fumetti da piccolino e ho sempre letto fumetti. Nel 2001 ero a Bologna per studiare e così, per caso, feci un corso di fumetto… non sapendo disegnare feci il corso per capire come si sceneggia. Poi siccome nessuno disegnava le mie sceneggiatura ho deciso di disegnarle io male… successivamente, nel 2004, io e Emiliano Mattioli (altro autore che non sa disegnare) fondammo la rivista “Fumetti Disegnati Male” rivista tutt’ora attiva e che raccoglie tutti gli autori dal tratto incerto (che è un modo gentile per dire “Incapaci a disegnare”).

Picasso disse che “A quattro anni dipingevo come Raffaello, poi ho impiegato una vita per imparare a dipingere come un bambino”. Diciamo quindi che tu questo problema non l’ha mai avuto e hai risparmiato un sacco di tempo, il che è una cosa che fa felici tutti noi che amiamo i tuoi lavori. Ma ti ha creato qualche problema con i colleghi fumettisti?

Picasso è morto, io non ancora. Detto questo, sono contento che ti/vi piacciano i miei lavori… troppo buoni. Non ho mai avuto problemi con i miei colleghi, anzi, sono sempre molto carini con me.

Episodio 142

Diciamo che ho ribadito abbastanza il concetto “non sai disegnare”. E’ vero però che non si può dire lo stesso per le sceneggiature, tu tocchi tutti i grandi temi del novecento: Derrick, Voyager, Mussolini e il pucciosissimo papa Francesco, solo per nominarne alcuni. non capita a tutti che le proprie battute vengano attribuite a Woody Allen (QUI la spiegazione dell’accaduto). Tipo a me non è mai successo.

A me questa cosa di Woody Allen fa venire il nervoso. Sì, ok, fa piacere che si possa dire che una mia frase si possa scambiare per uno dei miti del cinema mondiale. Però ci sono un paio di cose da dire (forse sono un po’ più di un paio). Per prima cosa molti riportavano la frase solo perché sotto c’era il nome del noto regista… una volta scoperto che era mia la toglievano perché non fa figo leggere Davide La Rosa sotto una frase. In secondo luogo è una cosa che fa capire quanto la gente ripeta a pappagallo aforismi senza neanche controllare (voglio dire: non esiste la frase in inglese… c’è solo in italiano: dubito che Allen scriva in Italiano). Ecco, sì, erano veramente un paio di cose…

Chiesa cattolica e religione sono, in qualche modo, sempre presenti nelle tue strisce. Le tue ultime prodezze portano gli orgogliosi titoli di Zombie gay in Vaticano, Suore ninja (Entrambi disegnati dalla bravissima Vanessa Cardinali) e La Bibbia 2 (con Pierz). Lasciando perdere le polemiche inutili che hanno generato: hai avuto qualche trauma da piccolo col parroco di Carate Urio oppure nascono da qualcosa di diverso?

Ahahah! No, no, niente traumi. Da piccolo inizia a porre domande di sfondo religioso (più o meno le stesse che metto nei miei fumetti) in cui sottolineo contraddizioni nei concetti religiosi… le ponevo al prete che mi rispondeva sempre male. Mi allontanai dalla Chiesa e poi capii che non aveva senso la religione (se non quello di far trovare pace mentale alle persone).

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Ti rendi conto che il nome Carate Urio non ha nessuna credibilità, vero? E’ sicuramente un posto meraviglioso, ma come diavolo si chiamano gli abitanti di Carate Urio? Sono convinta che sia tipo il singolare di “sette nani”, uno dei grandi dilemmi della società moderna.

E’ un posto con il lago e un campanile che suona ogni 30 minuti (e a Natale suona Jingle Bells tutto stonato perché ha solo 4 campane e quindi mancano le note)… ah e poi c’è il Carmelo… un signore pelato, rubizzo e simpatico.

Ok, domande inutili a parte, passare da un blog di cui eri sommo signore e padrone al mondo dell’editoria ha cambiato qualcosa nel tuo modo di scrivere? Sei dovuto scendere a compromessi?

Ni. Cioè… cambia il modo di scrivere i fumetti per l’edicola: ti rivolgi a un pubblico molto vario e devi cercare di scrivere facendoti capire da tutti. Per quanto riguarda la libertà di espressione ho avuto la fortuna di trovare editori che mi lasciano carta bianca.

Daje, siamo alla fine. Ce lo fai un disegno? Tipo, se Bolognina Basement non fosse un sito ma un supereroe? Ti sto chiedendo una cosa a caso ma dato che tu disegni a caso mi sembra di essere nella tua stessa linea d’onda.

fatto! (cit. Mucciaccia)

dav

 

Un grande grazie a Davide, le cui prodezze potete continuare a leggere cliccando sul suo sito Mulholland Dave, dal quale ho estrapolato le strisce senza neanche chiedergli previo permesso.

Claspita

 


clara claspita

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