4 rimedi contro l’ansia che mettono ansia
03 Nov 2014

4 rimedi contro l’ansia che mettono ansia

Il disturbo d’ansia può manifestarsi in un qualunque momento della vita, spesso in corrispondenza di periodi di transizione particolarmente critici o quando ci si trova di fronte a scelte difficili.

Fattori che aumentano la probabilità di sviluppare un disturbo d’ansia

Essere donne.

No dico…stiamo scherzando?!?

Dopo l’isteria, le mestruazioni e partorire con dolore, adesso accolliamoci anche questa.

Maledetto Freud!

Ad ogni modo, rassegniamoci.

Test psicosociologici comprovati dalle mie chiacchiere a destra e a manca, dimostrano che su 10 persone almeno 9 hanno vissuto uno o più momenti ansiogeni…quindi tu che leggi e che non sai di cosa sto parlando…inizia ad ascoltare il tuo respiro e, se ad un certo punto ti rendi conto che stai andando in apnea e che hai uno sciame di farfalle nella pancia, puoi iniziare a temere il peggio.

Vedi il lato positivo delle cose: non sei più “fuori dal coro”, per cui hai già eliminato uno dei principali fattori di rischio dell’ansia,

Ma torniamo a bomba sull’argomento di discussione.

Cos’ è sto stato d’ansia?

E’ un po’ come se d’improvviso volessi scomparire, non esistere, non essere. Allora la paralisi ti attanaglia la gola, non respiri più, figuriamoci sorridere, pensare, camminare senza aver paura di cadere…

Come se ad un certo punto la vita, che fino ad allora hai mangiato a bocconi come fosse una mela acerba ( oh a me mi piacciono le mele acerbe!), diventasse un piatto pieno di m….e li pensi: “e mica sono Gianni Morandi io!”

Per quanto interessanti possano essere le cause e le modalità con cui questo disturbo emerge e si impossessa di noi, a me piace piuttosto pensare a quali sono i metodi per ovviare alla questione ( in altri campi si chiamerebbe “problem solving”, qui è semplicemente terrore dell’isolamento sociale).

Continuo la mia ricerca sul sito più indicizzato della storia degli “stati d’ansia” e

andando nel dettaglio provo a capire come sia possibile uscire dall’empasse:

1. Seguire ritmi di vita regolari, dormire un numero sufficiente di ore per notte, alimentarsi in modo sano. Evitare eccessivi stress lavorativi e ritagliarsi piccole pause per rilassarsi durante la giornata.

Se poi sei nella modalità Neet Kidz tutto diventa più semplice: no lavoro, no stress, no ritmi di vita imposti. Puoi dormire tutto il tempo che vuoi.

@Zerocalcare

@Zerocalcare

Se invece tuo malgrado un lavoro ce l’hai, dormirai quello che puoi, ma ricorda che ad un certo punto devi mollare tutto, allungarti ( sulla scrivania, per terra, sul bancone del bar) e rilassarti. Se hai problemi a rilassarti ti consiglio di ascoltare questa 

e tutto passa.

Sull’alimentazione vedi tu, basta che non mi diventi uno di quelli che “ questo non lo posso mangiare, neanche questo, neanche quello” perché ad un certo punto ti sentirai giustamente obiettare: “se non mangi un cazzo sarai pure artefice della tua ansia” e anche se ti calerai kg di magnesio al giorno non avrai risolto il problema.

2. Praticare un’attività fisica moderata ogni giorno.

E qui ci si può sbizzarire. Ognuno ha la sua: yoga (Ma lo yoga è uno sport?), boxe, basket, calcio, pulizie a fondo quotidiane, cucinare per un esercito anche se sei sola in casa, arrampicata sul letto a soppalco, corsette e sbiciclettate furiose smadonnando contro tutti i pedoni che non rispettano le piste ciclabili.

Tutte soluzioni valide allo stesso modo, ma è consigliabile praticare lo sport che più ti si addice.

Se ad esempio decidi di frequentare un corso di danza afro, ma non hai gonnine o fasce africane da sfoggiare e ti presenti a lezione travestita da Jennifer Beals, potresti uscirne peggio di prima.

Provare per credere.

3. Evitare di bere alcolici e bevande a base di caffeina.

Al mattino niente caffè, anche se poi gli occhi ti si aprono alle 2 di pomeriggio e rischi di sembrare una rincoglionita per metà della tua giornata.

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E alla sera, per aperitivo, invece della solita birretta ordina una cedrata, ovviamente Tassoni, così si che avrai tutto il tempo per dormire ( vedi punto 1) visto che nessuno ti chiamerà più per uscire con te.

Il rischio di esclusione sociale qui si impenna. Assolutamente controproducente a mio avviso.

Se l’ostinazione fa parte di te e decidi comunque di seguire questa terza via devi almeno avere un asso della manica alternativo all’alcool perché il mondo ti caghi (essere strafiga, supersimpatica, superintelligente, oppure offri sempre tu da bere e non se ne parla più).

In caso contrario fai prima a chiuderti in casa e non uscire più.

A questo punto mi chiedo se queste buone prassi basteranno per evitare di chiamare un bravo psichiatra e iniziare una terapia farmacologica che ci faccia tornare alla vita reale serena e senza fobie.

Qualora nessuna di queste ti si addica, e pure provandoci non hai i risultati sperati, ricorda che sei nella media e che, last but not least condividere la propria esperienza con altre persone affette da un problema analogo, potrebbe essere quello che fa per te.

Io, non avendo la costanza di dormire e mangiare con cura, di praticare sport e di bere Tassoni, ho ritenuto opportuno iniziare da qui.

Per non dimenticare:

Ogni mattina, quando ti svegli, ricordati che la fuori c’è un mondo di ansiogeni che ti aspetta e che, se vuoi, puoi fermare uno a caso e iniziare a raccontargli quando e come ti è successo la prima volta.

Sarai guarito quando, dopo vari tentativi, incontrerai qualcuno con cui, dopo la vicendevole confessione, vorrà correre insieme a te, con una birretta in mano, verso un McDonald. A quel punto rimane solo una cosa da fare: non dimenticate di prendere il caffè.

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PI