Motown – Storia e leggenda. Tutto quello che vorreste sapere sulla memorabile etichetta discografica
05 Giu 2014

Motown – Storia e leggenda. Tutto quello che vorreste sapere sulla memorabile etichetta discografica

Mettiamo che tu sia uno come me, che ha sempre ascoltato musica Black sin da quando era ragazzino, perché certi pezzi ti risuonavano in mente come My Girl dei Temptations e avevi capito che quel campione utilizzato per fare il beat di quel pezzo era stato preso da quell’altro pezzo cantato da Diana Ross o Marta Reeves.

Mettiamo che ad un certo punto della vita cominci a capire che tutta la musica che ascolti è fatta prendendo pezzi di qualcosa che esisteva molto prima e che piano piano, scoprendo da dove vengono questi te ne innamori, follemente, ossessivamente fino al momento in cui ti ritrovi in circolo con altri volti nei quali, latente, riconosci qualcosa di familiare e tu stai li, in piedi a dire: “Ciao mi chiamo Gianni e ho un problema” – “Ciao Gianni” – rispondono in coro.

Sei diventato ufficialmente un collezionista di dischi.

Ma il collezionista di dischi è un lavoro duro; passi il tempo a cercare certi titoli, tra le cassette, nei negozi, nei mercatini, ovunque. Titoli introvabili, edizioni pregiate, promo, demo, edizioni limitate. Ad ognuno il suo genere ma se sei un collezionista di musica Black, o meglio Soul sicuramente nella tua libreria ci sarà un ripiano nel quale i dischi avranno un’etichetta con su scritto Tamla – Motown.

tamla motown

L’etichetta discografica della città dei motori che è stata, dagli anni ‘60 ai primi ’80, un simbolo dell’emancipazione, sia economica che artistico-culturale, del popolo Black.

Capitanata dal famoso quanto misterioso e controverso Berry Gordy, la Tamla ha creato un precedente importantissimo nella storia afroamericana, creando un mito attorno a sé ed ai suoi artisti pari soltanto ad un fenomeno come quello dei Beatles.

Ma per poter capire meglio la storia del disco che stai cercando, cosa lo rende così particolare, hai bisogno di informazioni, tante, che non si percepiscono dalle pagine di Wikipedia o dai credits dell’album.

 A questo servono libri come Motown – Storia e Leggenda di Nelson George, giornalista, documentarista e ricercatore, nonché estimatore e Motowmaniaco, che vanta notevole credibilità all’interno dell’ambiente della Black Music d’annata, basata sulla critica oggettiva e imparziale del materiale raccolto in anni di ricerca con minuziosità e dedizione alla cura dei particolari.

Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sulla Motown e che non avete mai trovato tra la polvere dei 33 giri, informazioni che potrebbero sconvolgere tutto quello che credevate sapere fino a quel momento.

Ecco quindi che nasce il primo libro che tratta la storia della Motown, senza condizionamenti, basandosi sui fatti e non sugli strascichi del fanatismo, svelando i retroscena più nascosti e spesso andando a sovvertire certi miti e voci di corridoio tipici delle leggende create attorno a personaggi del calibro di Diana Ross, Marvin Gaye, Stevie Wonder e tutto il roaster dell’etichetta che ha creato il suono della Motor Town.

Partendo dalle vicende personali, nonché dall’albero genealogico del vecchio Gordy, George ripercorre tutti i momenti della storia della Motown in ordine cronologico, soffermandosi sui particolari legati ai “singoli” e gli “album” più importanti, sviluppando la descrizione della nascita di questi successi attorno agli artisti ed alle loro storie, mettendo in relazione le capacità artistiche e le vicende personali di cantanti, produttori e musicisti; da Smokey Robinson a Norman Whitfield, da Marta Reeves a Tammy Terrel, dalle Supremes ai Temptations, da James Jammerson a Earl Van Dyke.

 Da un lato con parzialità e dall’altro con totale neutralità, Nelson George riesce a sviscerare tutti i segreti di quella che per anni è stata il simbolo dell’affermazione della Black People nel business dell’entertainment, distruggendo alcuni miti e riabilitando personaggi passati quasi inosservati, mettendo la verità in mano al lettore, libero poi di trarre le proprie conclusioni. Una cosa però è certa: il successo ha un prezzo e questa storia racconta, canzone dopo canzone, 45 dopo 45, singolo dopo singolo, che peso abbia a livello emotivo, umano, piuttosto che economico, la corsa verso la celebrità a tutti i costi.

 47 Seasons

mot

MOTOWN – Storia e Leggenda, Nelson George, Arcana, 2011


Bolognina Basement

Bolognina Basement è una visione centralmente periferica sul presente, sulle produzioni culturali e su cosa significa fare cultura indipendente oggi in Italia. Illustrazione, cinema, fumetto, arti urbane, letteratura e musica sono il punto di partenza per raccontare le storie di persone, luoghi, territori e relazioni, per tracciare percorsi di lettura personali e collettivi.