Esplorando il corpo umano. Breve viaggio anatomico tra plastinazione e ceroplastica
25 Giu 2014

Esplorando il corpo umano. Breve viaggio anatomico tra plastinazione e ceroplastica

Nonostante da un po’ di tempo ormai si siano spenti i riflettori sull’esposizione di corpi  privi di vita all’ex GAM di Bologna, per qualche strana ragione vorrei parlare della mostra ‘Body Worlds – Il vero mondo del corpo umano’. Un input alla scrittura l’ho ricevuto quando a casa di un collega mi sono imbattuta nel manifesto dell’evento, che orgogliosamente troneggiava nel suo salotto. Un ulteriore stimolo a scrivere è stata la scoperta di un’altra esposizione permanente a Bologna, precisamente quella del Museo delle Cere Anatomiche “Luigi Cattaneo” in via Zamboni.

Anche io sono andata a far visita ai corpi plastinati di Gunter von Hagens, aspettando da brava procrastinatrice un paio di proroghe e l’ultimo giorno di mostra prima di decidermi ad andare.

 Per chi non avesse la minima idea di cosa sto blaterando, parto dal principio.

 Alla fine degli anni Settanta l’anatomopatologo di origini tedesche Gunter von Hagens elabora una complessa tecnica di sostituzione dei fluidi corporei con polimeri di silicone (la stessa sostanza di cui era fatto Michael Jackson – pace all’anima sua), nota ai pochi come Plastinazione. Tale procedimento serviva per conservare parti del corpo e frammenti umani a lungo termine per scopi scientifici. Con gli anni, il dottor von Hagens ha ben pensato  di affinare la tecnica e applicare il complesso processo di plastinazione a corpi interi, procedimento che richiede fino a 1500 ore di lavoro per cadavere, in cinque grandi fasi distinte.

Nel 1995 viene organizzata la prima esposizione di interi corpi plastinati in Giappone, dando vita (concedetemi  l’ossimoro) nei successivi due anni al ciclo di mostre note con il nome Körperwelten (in inglese ‘Body worlds’) e facendo più tardi tappa in oltre 50 città in tutto il mondo.

 Era da molti anni che sentivo parlare del dottor von Hagens e tra mille dubbi e una forte attrazione verso il suo lavoro, in un triste giorno di diluvio universale, preso il mio bravo autobus e pagato il costoso biglietto sono andata alla ex Galleria d’Arte Moderna di Bologna.

Body Worlds

Tra battute e facile sarcasmo, sono entrata. Ma la mia reazione all’ingresso della mostra è stata un lieve senso di nausea. Ho tirato un grosso sospiro e ho varcato la soglia, avvicinandomi al primo cadavere. La prima cosa che ho pensato è stata: “E tu chi eri in vita?”.

Mi faccio largo tra i vari meravigliati visitatori e il mio spirito ironico prende subito piede e non lascia spazio ad inutili elucubrazioni sulle vite che furono. Inizio ad osservare i corpi, in perfetto equilibrio e posizionati in modo da poter osservare ogni singolo fascio muscolare ed ogni vaso sanguigno, le articolazioni e gli organi. Nell’area adiacente viene spiegato come il sangue scorre all’interno del corpo umano e come funziona l’apparato cardio-circolatorio. Leggo le didascalie della sezione dedicata al cuore e sorrido. Roba da frase dei Baci Perugina. Penso: Beh a questo punto perché non hanno messo la classica frase ‘Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce’? Passo nell’area successiva e trovo la succitata frase di Guy de Maupassant che svetta sul muro. Per un attimo tutto assume un tono ridicolo e grottesco, quasi da film dell’orrore di serie B, tant’è che ho desiderato fortemente che i cadaveri si rianimassero e sbranassero i visitatori. Me compresa. O forse mi sarei salvata, dopo mille peripezie alla ‘Non aprite quella porta’, per intenderci.

Body worlds

Glisso sulle scelte dell’allestimento, ritorno seria e continuo a visitare la mostra, poiché ad ogni modo il contributo che la scuola del dottor von Hagens ha apportato allo studio dell’anatomia è ritenuto fondamentale. La sua ricerca ha concorso a dare la possibilità ad un’ampia fetta di pubblico di esplorare molto da vicino il corpo umano e di mostrare come il limite della sua finitezza possa essere superato. Da un certo punto di vista la divulgazione e la curiosità scientifica incontrano la body art: arte del corpo con il corpo stesso, estrapolato dal proprio ambiente vitale e trasformato in oggetto inanimato, modellato a piacimento. Il corpo, ormai privo di vita, si presta ad una narrazione post-mortem: da una parte diventa strumento didattico, dall’altra parte e al tempo stesso, si fa opera d’arte.

 Abbiamo dunque assistito ad una graduale spettacolarizzazione del corpo umano ai fini della scienza. Della stessa matrice era probabilmente la scuola di anatomisti bolognesi. Bologna è un po’ la culla degli studi anatomici: nel 1637 nelle sale dell’Archiginnasio nasce il Teatro Anatomico, poiché si pensava non fosse più sufficiente studiare i segreti del genere umano basandosi solo su testi medici e rappresentazioni figurative, ma si avvertiva la necessità di un approccio più diretto studiando i cadaveri da vicino. Allo stesso tempo, si cercava il materiale adatto per modellare i corpi e le loro parti, qualcosa di versatile e duraturo e che permettesse una lavorazione efficace. La soluzione venne trovata nella cera: materiale facilmente manipolabile e adatto anche alla produzione di dettagli meticolosi.

Si sviluppa quindi la ceroplastica anatomica, ad opera dei primi modellatori e che io considero per certi versi i precursori dei plastinatori. Entrambi sono stati mossi dalla ricerca scientifica, dallo scopo di voler approfondire e osservare attentamente com’è fatto l’essere umano. La sostanziale differenza consiste però nel mezzo: per gli anatomisti del Settecento il corpo viene riprodotto scrupolosamente, nei minimi particolari, e successivamente diviene opera artistica, soggetta all’esibizione e alla museificazione; per il dottor von Hagens e i suoi allievi è il corpo stesso ad essere manipolato e trasformato in oggetto dalla duplice funzione.Museo delle Cere Anatomiche

La mostra ‘Body Worlds’ è ormai terminata da quasi due mesi, ma se siete cresciuti con ‘Siamo fatti così’ e anche voi avete da qualche parte in un ripostiglio il modellino in 3D della collana ‘Esplorando il corpo umano sapientemente costruito pezzo dopo pezzo, ma soprattutto se la curiosità vi guida verso l’approfondimento scientifico, non negatevi una visita al Museo delle Cere Anatomiche. Esploratelo alla ricerca di perfette riproduzioni del corpo con tutte le sue qualità, i suoi difetti, le sue malformazioni e le sue malattie. Buon viaggio.

Aniska B


Aniska Esse

Control freak con una vita dedicata al teatro. Scrive. Legge. Ama l'hip hop. Accumula cose. Ha sempre la valigia pronta. Si perde nella rete ma si ritrova sempre.