Chiusi per sempre. Domenica la manifestazione a Bologna
16 Mag 2014

Chiusi per sempre. Domenica la manifestazione a Bologna

Almeno una cosa, qui a Bologna, sembrava essere andata per il verso giusto. Sembra ieri, infatti, il giorno in cui abbiamo gioito alla notizia della chiusura del Centro di Identificazione ed Espulsione di Via Mattei. Resta poco, però, di quella gioia: è passato poco più di un anno e l’unica certezza è che vogliono riaprire un centro di detenzione, forse non più un Cie come apprendiamo mentre scriviamo, bensì un Cara.

Che sia un Cie o un Cara, però, poco importa. L’altra certezza, infatti, è che il razzismo istituzionale continua ad essere la moda prevalente delle politiche migratorie di questi anni. E non serviva nemmeno l’ennesima tragedia a Lampedusa a ricordarcelo. La legge Bossi-Fini, infatti, resta il nodo centrale della faccenda: se perdi il lavoro perdi il permesso di soggiorno e diventi clandestino. Nel Cie, allora, è bene ricordarselo, ci finiscono migranti che non riescono a rinnovare il permesso di soggiorno. Ci finiscono migranti che magari hanno perso il permesso di soggiorno dopo aver lavorato per venti anni in Italia, dopo aver comprato una casa e messo su famiglia. E a volte ci finiscono anche ragazzi che sono nati e cresciuti in Italia e ai quali, nonostante mille proclami, non viene ancora concessa la cittadinanza. Nel Cara, che resta pur sempre un centro di detenzione, ci finiscono invece i migranti appena arrivati in Italia, per lo più profughi e rifugiati. Insomma: benvenuti in Italia, la nostra accoglienza si chiama carcere.

Ma l’altra certezza, che bisogna invece accogliere positivamente, è che qualcosa si muove e non è più tempo per restare a guardare. Domenica 18, infatti, una manifestazione di migranti e italiani partirà da piazza XX settembre per ribadire ancora una volta il No di una intera città all’apertura di un Cie o di un Cara, oltre che per la loro chiusura non solo a Bologna, ma in tutta Italia. La manifestazione, promossa, tra gli altri, dal Coordinamento Migranti insieme al Tpo, On The Move, Labas, Vag 61, Xm24, ci chiama tutti in causa.  Inutile dire, insomma, quanto sia importante esserci, quanto sia importante dare il sostegno a quei migranti e italiani che sfileranno per le strade della città per cancellare la legge Bossi-Fini e ogni tipo di centro di detenzione.

O, per dirla con le parole dei ragazzi di On The Move, bisogna essere tutti in piazza per ribadire che  “abbiamo una visione della società, della cultura e della politica fondata sull’uguaglianza e la coltiviamo ridisegnando mappe, sabotando confini e abbattendo quei muri, come quelli del CIE, con cui vorrebbero tenerci separati”, perché “le nuove generazioni, italiani e migranti, vogliono crescere in un futuro senza CIE e senza razzismo istituzionale”.

 

Redazione Bolognina Basement


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