07 Mag 2016

Guerrilla Girls in via Indipendenza per Cheap

Guerrilla Girls

Si è conclusa ieri la quinta edizione di Cheap, il festival di street poster art nato nel 2013, un appuntamento annuale che prevede un open call internazionale e una selezione di guest chiamati a lavorare su progetti site specific, modulati sul paesaggio urbano e periferico di Bologna. A partire da oggi, su Bolognina Basement, proveremo a darvi uno sguardo su alcuni degli interventi artistici realizzati in questa edizione, a cominciare dall’azione delle Guerrilla Girls del 1 maggio con una gallery fotografica realizzata da Leonardo Bertoncello

Guerrilla Girls ha alle spalle una storia pluridecennale, iniziata 32 anni fa in reazione alla mostra An International Survey of Recent Painting and Sculpture. Ospitata al MoMA di New York nel 1984 con l’intento dichiarato di censire i migliori artisti internazionali negli ambiti della pittura e della scultura, la collettiva esponeva di fatto le opere di 169 autori, tra i quali erano incluse solamente 13 donne. Durante il vernissage, un gruppo di artiste protestò in strada tra l’indifferenza degli spettatori.

A partire da questo antefatto, l’anno successivo nacque Guerrilla Girls, con lo scopo esplicito di attuare nuove forme di protesta attraverso interventi di street poster art che portassero all’attenzione pubblica il tema dell’assenza, nella storia e nella critica dell’arte, di figure non appartenenti alla sovra-rappresentata cerchia di artisti uomini, bianchi, eterosessuali.
Presto sostenuto da una crescente popolarità, il collettivo ha visto alternarsi nel corso del tempo più di 55 attiviste, che hanno scelto l’anonimato a favore di un’enfasi esclusiva sul messaggio piuttosto che sulle singole identità: le Guerrilla Girls, come dichiarano loro stesse, potrebbero essere chiunque, ovunque.

Scegliendo pseudonimi di artiste decedute e celandosi dietro a una testa di gorilla in un’ideale assonanza con la parola “guerrilla”, il collettivo continua instancabilmente a portare avanti blitz a colpi di giganteschi poster nello spazio urbano delle città di tutto il mondo, occupando muri, tappezzando bagni di musei, invadendo billboard destinati a campagne pubblicitarie, utilizzando le modalità tipiche del subvertising di cui sono state tra le più importanti pioniere.

Al contempo, il collettivo ha progettato pubblicazioni di successo, performance e mostre ospitate in gallerie e musei del calibro del MoMA, della Tate Modern e della Biennale di Venezia, continuando ad utilizzare lo humor, la parodia e l’irriverenza come leve attraverso cui diffondere informazioni, evidenziare discriminazioni, provocare discussioni, smontando stereotipi e dimostrando al contempo “che le femministe possono essere divertenti”.

La street action di lunedì 1 maggio ha visto scendere in strada insieme a Cheap persone di tutte le età, in un’azione collettiva ed inclusiva di “attacchinaggio” pubblico: decine e decine di maschere da Gorilla hanno invaso via Indipendenza, installando i 25 poster del collettivo newyorkese nelle ex tabelle affissive del circuito Cheap on Board.”

Testo @ Cheap
Foto @ Leonardo Bertoncello

 


Bolognina Basement

Bolognina Basement è una visione centralmente periferica sul presente, sulle produzioni culturali e su cosa significa fare cultura indipendente oggi in Italia. Illustrazione, cinema, fumetto, arti urbane, letteratura e musica sono il punto di partenza per raccontare le storie di persone, luoghi, territori e relazioni, per tracciare percorsi di lettura personali e collettivi.

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