GRU che raccontano quartieri: Grafie Urbane in Bolognina
25 Set 2017

GRU che raccontano quartieri: Grafie Urbane in Bolognina

“Il modo migliore per descrivere una storia è raccontarla. È chiaro? La si descrive, a se stessi o al mondo, raccontandola. Raccontare è un atto compensatorio, un sogno. Quanto più dettagliata è una mappa, tanto più somiglia a un territorio. La mappa più accurata possibile diventa il territorio, quindi perfettamente dettagliata e perfettamente superflua. Il racconto è la mappa che è il territorio. Non bisogna dimenticarlo”
Neil Gaiman, American Gods

Notizie dal quartiere: finalmente una GRU che ci piace! Un fatto, questo, per nulla scontato in questi tempi incerti e cementiferi. GRU-Grafie Urbane è nuovo progetto nato negli ultimi mesi dall’incontro tra alcune realtà e individui che si occupano di fumetto, illustrazione, graphic journalism e mediattivismo. GRU ha scelto la mappa come strumento per raccontare delle storie, come prova di riappropriazione di una visione coscientemente collocata, di uno spazio di respiro per narrazioni diseguali e allo stesso tempo quotidiane. Un atto compensatorio appunto, un modo per dire “siamo qua, osserviamo ciò che sta succedendo e scegliamo di raccontarlo, di riconoscerlo, dandogli una forma”.

Oggi quindi vi presentiamo il principio – nel senso di inizio, ma anche di concetto – di una direzione incerta con una meta precisa, della partenza di un percorso a tappe che aggrega chi ha scritto, disegnato e immaginato la Bolognina – o che lo farà in futuro – ritraendola da diverse angolazioni e punti di vista, scegliendo di esplorare delle biografie e degli eventi, o anche solo di intrecciare delle finzioni, per esplorare la realtà.

Ciao GRU, innanzitutto vi chiediamo di dirci brevemente chi siete e quali sono le anime di questo progetto.
GRU nasce da tre collettivi e realtà che si muovono intorno a universi simili e che già in passato hanno collaborato tra loro. Graphic News è un portale di giornalismo a fumetti, SMK Videofactory è una casa di produzione video indipendente attiva nella realizzazione di film documentari e altri formati multimediali e Checkpoint Charly è un centro di produzione artistica, di stanza in Bolognina.

Trilogia Navile

City Grabbing di Michele Lapini, 2014.

Chiaramente ci interessa sapere come è nata l’idea di una mappa della Bolognina, anche perché raccontare oggi questo quartiere significa più che mai avanzare a passo di danza su un terreno scivoloso. Se ne parla così spesso che ormai vale tutto il contrario di tutto, le categorie si confondono e diventa complesso trovare dei punti di riferimento e di senso. Dove si colloca in questo scenario il vostro progetto? A chi vorrebbe parlare e perché farlo adesso?

GRU è un progetto nato in un momento di irrigidimento delle categorie, nello specifico nel periodo in cui si sono inasprite le minacce di sgombero contro XM24. Proprio in un momento così confuso nostro è un tentativo di provare a dire delle cose con altri mezzi, passando attraverso storie più individuali e particolari per uscire dalle retoriche comuni che alla fine non comunicano più nulla. Proprio perché la Bolognina da qualunque parte la prendi la prendi male, l’unico modo che ci è venuto in mente è mapparla. Ci interessa parlare di alcuni punti nodali, come può essere la Trilogia Navile per esempio, per arrivare poi anche a narrazioni più quotidiane, marginali, alle vite minime. Per quanto riguarda i pubblici di riferimento direi che proviamo a ragionare per centri concentrici, per prossimità sicuramente. Però è anche vero che il tentativo di rappresentare dei tratti comuni al periodo che stiamo vivendo ci permette di estendere alcuni discorsi, pratiche e narrazioni anche ad altri luoghi, in contesti magari molto diversi ma con delle caratteristiche simili. Però sì, un elemento centrale è sicuramente la prossimità, anche perché GRU stesso è composto da realtà vicine tra loro ed affini che si sono accorte di star lavorando sulla stessa cosa, sebbene ognuna con il proprio taglio e hanno quindi pensato di convogliare le forze in un progetto comune. Nei prossimi mesi vorremmo allargare la cerchia, anche a individui o ad altre realtà che vivono il quartiere, uno degli obiettivi principali è la possibilità di creare “una mappa viva”, in cui non si guarda solo al risultato artistico o creativo ma anche a quello relazionale. Per questo l’idea è di lanciare un percorso che durerà un anno.

Concerto da camera (in cantiere a cielo aperto).

Quindi cosa troveremo in questa mappa?
Lo scheletro del progetto sarà una mappa interattiva online disegnata da Andrea Bruno, aggiornabile e ampliabile nel tempo. Graphic News presenterà un’inchiesta a fumetti sulla Trilogia Navile che ne ricostruisce la storia, dal laboratorio partecipato di metà anni 2000 fino ad arrivare alla situazione odierna, che al momento è evidentemente bloccata. Il progetto di Checkpoint Charly invece si chiama Cartoline dalla Bolognina [la prima tappa si svolse nel 2016 durante il Festival BAUM] ed è lo sviluppo di un lavoro di collezione di storie e pensieri sulla Bolognina da parte di chi la abita e di chi ci passa, rielaborati attraverso la mano dei fumettisti e degli illustratori che fanno parte del Charly. E’ nata come un’opera partecipata dal pubblico – in cui ognuno poteva posizionare la sua cartolina su una grande mappa disegnata su un muro – che in questa tappa va a integrarsi con una narrazione per immagini, creando una sintesi grafica. Questo processo serve anche per ri-porci delle domande e anche per porle a chi guarderà le cartoline e leggerà, attraverso le immagini, i racconti che ne sono nati. La presenza di SMK Videofactory permetterà di utilizzare il video come strumento di narrazione a più livelli, rappresentando da un lato gli eventi che “raccontano” e mettono in condivisione la mappa con il quartiere, dall’altro facendosi collettore di immagini in movimento proprio per rappresentare una situazione in movimento come la Bolognina.

Il primo ottobre è previsto un evento di presentazione aperto al pubblico e soprattutto al Quartiere. Già il nome “Concerto da camera (in cantiere a cielo aperto)” fa presagire delle cose interessanti. Che cosa si deve aspettare chi verrà quel giorno?

Si tratterà di un concerto ironico, con un’attitudine non moralistica e non pomposa. L’intento è prendere anche un po’ in giro i mostri architettonici che avremo di fronte. L’ironia è utile per imparare a osservare dall’alto, portare qualcosa come la musica classica in un cantiere aperto serve a rendere visibile un luogo che guardiamo ogni giorno e non osserviamo più, spiazzando il pubblico. E’ un concerto di musica classica anche in senso celebrativo, un modo per inaugurare un progetto che vuole alternare momenti reali, come questo, con una narrazione che avverrà parallelamente online, attraverso la mappa. L’idea è di creare un momento di massima apertura che coinvolga pubblici diversi che vivono il quartiere o che magari vengono da fuori e che con questa occasione possono intercettare delle storie di cui non erano a conoscenza, o decidere persino di contribuire alla mappa.
Importante per noi è sottolineare che il concerto sarà a cura di Concordanze, un collettivo di musicisti nato nel 2009 durante il movimento dell’Onda con lo scopo di fare della musica un diritto di tutti e tutte, soprattutto di coloro che mai potrebbero permettersela: detenuti, malati psichiatrici, migranti, coloro che la società attuale relega agli ultimi posti. Oltre alle attività che porta avanti in luoghi di rilievo sociale, Concordanze vuole diffondere la musica classica anche tra i più giovani e tra coloro che non l’hanno magari mai ascoltata, proponendo concerti rigorosamente gratuiti e liberi dalle rigide convenzioni delle tradizionali sale da concerto.

Ci vediamo il primo ottobre, a partire dalle 18, alla Trilogia Navile.

QUI per info e aggiornamenti.

Immagine di copertina di Vincenzo Bizzarri [Anteprima di Cartoline dalla Bolognina]


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