Educare alle Differenze: l’incontro nazionale in Bolognina
19 Set 2016

Educare alle Differenze: l’incontro nazionale in Bolognina

Sabato 24 e domenica 25, all’IC5 in Via Antonio Di Vincenzo 75, si terrà la terza edizione di Educare alle Differenze. Due giorni di incontro, creazione di discorso, condivisione di strumenti, pratiche e momenti conviviali. In un momento in cui la Scuola è al centro del dibattito pubblico e in cui l’innovazione sembra passare principalmente dalle competenze da certificare e dalle statistiche da rivendicare, questo appuntamento ci porta a riflettere sul ruolo che la cura e l’educazione ai sentimenti devono e possono ancora avere all’interno dell’agenda educativa nazionale. Non è un caso che l’adesione sia altissima: per due giorni insegnanti ed educatori provenienti da tutta Italia si incontreranno per discutere di stereotipi di genere e identità; violenza tra pari, maschilità e omofobia; intersezioni tra identità di genere, sessualità e provenienza culturale; intolleranza e paura della diversità.

In occasione di questa importante e necessaria iniziativa, noi di Bolognina Basement e BAUM vi aspettiamo sabato 24, a partire dalle 18,30 per aperitivo e djset a Corte 3, preceduto da una passeggiata al Mercato Albani insieme alla Banda Roncati.

Nel frattempo abbiamo intervistato Giulia Selmi, de Il Progetto Alice per farci raccontare come è nata e come si è sviluppata l’esperienza di Educare.

Come è nato il progetto? Qual è stato il processo che vi ha portate a pensare a una due giorni di questo tipo?

Educare alle differenze è nata nel 2014 dall’idea di tre associazioni – Scosse, Stonewall e Il Progetto Alice – che in luoghi diversi d’Italia portavano avanti progetti di educazione al genere, ai sentimenti e alle differenze.

Quell’anno è stato il primo, infatti, in cui associazioni di destra cattolica come Militia Cristi e Pro Vita hanno iniziato ad attaccare – sia a mezzo stampa che con azioni mirati dirette ai dirigenti scolastici o ai genitori – le attività educative rivolte alla valorizzazione delle differenze, il contrasto al bullismo omofobico e alla violenza di genere. Così abbiamo pensato che fosse importante dare voce a quante/i lavorano quotidianamente su questi temi e abbiamo scritto un appello che abbiamo fatto circolare in rete nel mese di aprile: l’idea era di convocare un’assemblea a Roma per conoscerci, capire quali attività si portavano avanti nelle diverse città e con quali difficoltà per elaborare insieme una strategia per rispondere a quanti delegittimano questi progetti educativi.

Nel giro di qualche settimana avevano aderito all’appello più di 200 tra associazioni e singoli/e e si profilava una partecipazione ben più ampia di quanto avessimo immaginato: le giornate di lavoro sono diventate due e ci siamo incontrati in 600 tra insegnanti, educatori, attivisti/e di associazioni, operatrici dei consultori e dei centri anti-violenza, genitori e molto altro. Da lì è iniziato il viaggio di Educare alle Differenze: una rete di soggetti differenti che lavorano con e per la scuola pubblica per promuovere una cultura educativa dei diritti e delle libertà e un appuntamento annuale di auto-formazione dal basso per condividere strumenti, pensieri e strategie.

educare3bannerQuali sono le associazioni/realtà che animano e organizzano Educare alle differenze?

L’organizzazione logistica della due giorni è gestita da Il progetto Alice, Scosse e Stonewall, ma ad oggi ci sono più di 250 co-promotori tra associazioni di donne, gruppi femministi, associazioni LGBT, centri anti-violenza, associazioni anti-razziste, istituti scolastici e centri di ricerca e altrettanti singoli/e da ogni parte d’Italia. E’ una rete ampia e molto diversificata al suo interno: questo testimonia da un lato la ricchezza di saperi su questi temi, dall’altro il desiderio di fare rete e costruire pratiche comuni.

Gli anni scorsi eravate su Roma mentre quest’anno vi siete sposate su Bologna e in particolare in un Istituto Comprensivo della Bolognina. Come mai questa scelta?

Abbiamo scelto di chiedere all’IC5 di ospitare la due giorni perché ha una tradizione di educazione interculturale da molti anni e ci sembrava importante realizzare EaD in una scuola pubblica che porta avanti – con tutte le difficoltà del caso – un lavoro prezioso come il loro in un contesto di razzismo crescente.

Come saranno strutturate le giornate? Ci puoi dire qualcosa di più sul programma e su chi interverrà?

Si inizia sabato 24 alle 10.00 con un’assemblea plenaria per fare il punto della situazione sull’anno appena trascorso e sui progetti per il futuro. Dalle 11.30 prendono il via i laboratori di autoformazione di buone pratiche educative suddivisi per fasce d’età e tematiche trasversali, gestiti da associazioni e/o insegnanti di svariati luoghi d’Italia. Quest’anno si aggiungono “i laboratori del pensiero” quattro momenti per costruire un lessico comune sull’educazione alle differenze dove ci accompagneranno Giuseppe Burgio, Graziella Priulla, Sonia Sabelli e Nicola Nardelli. Nel cortile ci sarà uno spazio libreria gestito dalla Libreria delle Donne di Bologna e uno spettacolo di teatro forum sulla violenza di genere realizzato da Parteciparte di Roma. Domenica mattina, invece, sarà tutta dedicata all’assemblea plenaria per fare tesoro della giornata di sabato e rilanciare l’agenda – politica ed educativa – dell’anno.

QUI trovate il programma completo.

Immagine di copertina: Hieronymus Bosch – Trittico del giardino delle delizie


Annosa Questione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *