Dialogando con Alessandra De Cristofaro e le sue illustrazioni
25 Lug 2014

Dialogando con Alessandra De Cristofaro e le sue illustrazioni

Sappiamo tutti che Bologna da sempre rappresenta un punto di riferimento per intelligenze e talenti provenienti da ogni parte d’Italia e, perché no, a volte anche del mondo.

Qui convergono, direi per nostra fortuna, aspiranti musicisti, teatranti, fumettisti, illustratori, cineasti e ogni genere di artisti alla ricerca di un posto dove le proprie creazioni possano fermentare, attraverso l’incontro con altre persone e attraverso la ricerca di nuovi linguaggi e nuove forme espressive.

C’è chi ha avuto la fortuna di nascere qui, chi è arrivato per formarsi ed è rimasto a viverci, chi ha arricchito le proprie conoscenze e il proprio talento e poi si è trasferito per cercare qualcosa di diverso, posti nuovi da esplorare o semplicemente quella che tutti chiamano ‘fortuna’.

Oggi incontriamo un’illustratrice che a Bologna ci ha vissuto, ci ha studiato e ha alimentato la sua arte. Il suo nome è Alessandra De Cristofaro e da qualche anno si è trasferita nella capitale, dove è entrata a far parte di Studio Pilar, uno studio composto da altri cinque illustratori, Patrizio Anastasi, Giulio Castagnaro, Andrea Chronopoulos, Andrea Mongia e Giulia Tomai, con cui oltre a condividere lo spazio di lavoro, porta avanti progetti di autoproduzione.

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Raccontaci un po’ della tua passione per l’arte, com’è nata e come ti sei formata.

C’è una foto che mi ritrae a due anni circa, con una ridicola codina a fontanella, seduta a gambe larghe sul tavolo rotondo della cucina di mia nonna, contornata da fogli, matite e pennarelli. Ho questo ricordo poi, di me alle elementari che, sempre sullo stesso tavolo, provo a fare i compiti, ma mi distraggo di continuo a guardare mio padre che mi fa un ritratto con la penna biro. Penso che il mio amore per l’arte abbia le radici su quel tavolo. Dopo il diploma mi sono formata all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove mi sono laureata nel corso triennale di Illustrazione e fumetto. L’anno prima di concludere gli studi l’ho trascorso a Amburgo, dove ho frequentato due semestri nel Dipartimento di Design dell’HAW, grazie al programma Erasmus. È stato un anno importante, faticoso, dove ho imparato molto e da cui sono tornata arricchita e con un’intolleranza al lattosio.

Ci sono artisti che ti hanno ispirato maggiormente rispetto ad altri?

Vado a periodi, e nel corso degli anni ho avuto molti innamoramenti. Edward Hopper, Frida Kahlo, Kiki Smith, Sophie Calle, Luigi Ghirri, William Kentridge, Friedrich Einhoff, Gabriella Giandelli, sono alcuni dei nomi che mi vengono in mente, ma la lista potrebbe essere molto più lunga.

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Non si può fare a meno di notare che prediligi le forme morbide, dai tratti curvilinei e le figure tondeggianti. C’è un motivo in particolare?

Un po’ mi piacciono e un po’ mi vengono naturali. Già facendo disegno dal vero mi ero accorta che avevo la tendenza ad allargare le figure. E poi le forme allungate e sottili mi fanno venire un po’ d’ansia.

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Oltre alle autoproduzioni, vanti diverse collaborazioni all’attivo. C’è un lavoro che hai fatto che ami particolarmente o di cui sei maggiormente soddisfatta rispetto ad altri?

Nessuno in particolare. La tendenza che ho, riguardando i vecchi lavori, è sempre quella di pensare che avrei potuto fare di più. Allora cerco di trasformare questa insoddisfazione in attenzione verso il lavoro che sto facendo in quel momento, per renderlo ogni volta migliore.

Com’è stato illustrare le ‘Favole per Bambini Dispettosi’ di Gianni Rodari?

I testi che compongono il libro si rifanno alla tradizione popolare, quindi sono tutti piuttosto datati. Ho cercato di attualizzarli, lasciando che la mia interpretazione del testo desse la rotta per le immagini.

Progetti per il futuro? Hai già in mente qualcosa in particolare?

Al momento sto lavorando a un libro illustrato per Armando Curcio Editore e portando avanti alcuni progetti insieme a Studio Pilar e Irene Rinaldi.

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Se desiderate avere maggiori informazioni su Alessandra o volete conoscere meglio l’artista visitate il suo sito

http://cargocollective.com/alessandradecristofaro


Aniska Esse

Control freak con una vita dedicata al teatro. Scrive. Legge. Ama l'hip hop. Accumula cose. Ha sempre la valigia pronta. Si perde nella rete ma si ritrova sempre.