Checkpoint Charly. Gli artisti della porta accanto
13 Mag 2016

Checkpoint Charly. Gli artisti della porta accanto

Nell’immaginario comune l’artista è uno scapestrato, un tormentato, un buono a nulla, una persona che trascorre il suo tempo nell’ozio, che vive alla giornata, alla ricerca dell’ispirazione, della forma perfetta, che non ha voglia di lavorare ma solo di divertirsi. Lo scansafatiche per antonomasia.

Nell’immaginario comune la Bolognina è il quartiere sporco, degradato, abbandonato a se stesso, degli immigrati, cattivi, degli accoltellamenti, delle rapine all’ordine del giorno, della polizia la notte, insicuro, sicuro solo con le ronde dei cittadini per bene. Il Bronx di Bologna.

Nella realtà, capita che in via dei Rosaspina, a pochi passi da Piazza dell’Unità, tra via Fioravanti e via di Corticella, al numero 7/A, ci sia un cancello circondato da edera e case in mattoncini rossi, a cui non si può accedere se non si ha la chiave – “Non c’è un campanello. Come faccio a comunicare la mia presenza?” penso, ma la mia espressione deve essere piuttosto eloquente perché un ragazzo in bicicletta coglie la mia perplessità – “Devi farti aprire. Non conosci nessuno?”.

Chiara ha i capelli raccolti ed una camicetta blu, mi viene incontro con un timido sorriso, mi dà il benvenuto, infila le chiavi nella serratura e mi lascia entrare al Checkpoint Charly.

Chi è Charly?

Abbiamo trovato questo posto nel 2011. E’ stato per caso, amici di amici che ci hanno detto che. Io e Riccardo stavamo cercando un luogo abbastanza grande in cui lavorare. Quando finisci gli studi in Accademia non sai bene dove andare e cosa fare ma avevamo bisogno di spazio.” Mi dice Davide.

C’era questa insegna che non abbiamo rimosso. Dalle nostre ricerche Charly è stato un negozio di abbigliamento in via Indipendenza e questo probabilmente era il suo deposito.” Mi racconta Chiara.

BolognaQuindi Charly è una vecchia un’insegna …

Ma è stato anche un deposito di banane!” Precisa Davide aggiungendo una nota di romanticismo.

Sette vani compongono il piano terra: il primo è aperto al pubblico, la stanza delle esposizioni, gli altri sono gli studi degli artisti, arredati secondo gusti ed esigenze, essenziali, minimali e funzionali: computer, quadri, libri, un torchio per le stampe e le incisioni, tavoli grandi, tavoli piccoli, pennelli, opere in MDF, fogli, statue a metà.

Ci sono fumettisti, illustratori, pittori, scultori, fotografi. Ci manca il performer, ma abbiamo chi crea micromondi in scatola.” – continua Davide.

I cardini della filosofia di Charly sono autoproduzione, ricerca e collaborazione. Le pareti delle stanze sono ricavate da pannelli destinati alla discarica, l’arredamento è costituito da mobili che nessuno voleva più a cui è stata data un’altra prospettiva di vita – “Qui c’è molta competenza sul bricolage!” esclama Valentina ridendo.

Circa quindici gli abitanti dello spazio, non sempre tutti presenti, liberi di recarsi in laboratorio 24 ore su 24, perennemente impegnati nella realizzazione di idee, progetti, mostre.

BolognaAllora Charly è un laboratorio …

Nel corso della sua vita Charly ha accolto vari e svariati personaggi, alcuni sono andati via ed altri hanno deciso di rimanere, esposto al vento del cambiamento ed agli umori dei suoi abitanti.

Una realtà sempre in divenire.

Adesso che abbiamo raggiunto una qualche stabilità vorremmo mantenerla. Non è stato semplice costituire un gruppo di persone che andassero d’accordo, perché ognuno mantiene la propria individualità ed il proprio modo di pensare che non sempre combacia con quello altrui.” – Mi dice Riccardo, con un tono riflessivo che ben si sposa con un dialogo interiore- “Quindi siete un gruppo chiuso?” “Siamo chiusi nel senso che anche per motivi di spazio, non potremmo più accogliere nessuno, ma siamo aperti verso l’esterno.” Aggiunge Valentina – “Io vivo in Bolognina da molti anni eppure non vi conoscevo”. “Non volevamo farci conoscere. Adesso siamo pronti.” – Conclude Davide.

Charly è openmind …

La stagione degli eventi del Checkpoint è stata inaugurata a dicembre quando le porte della “Casa di Charly” sono state aperte a professionisti del mestiere e semplici curiosi per una due giorni di esposizioni dei lavori degli artisti del collettivo.

La sfida per i giorni a venire è quella di fungere da ponte tra l’arte e gli abitanti della Bolognina, coinvolgere ed animare i vicini ed il vicinato proponendo iniziative culturali, di svago, socialità ed aggregazione, di cooperare con le altre realtà esistenti in quartiere ed in città.

Primo passo in questa direzione è la collaborazione con BAUM, nata anch’essa grazie al vecchio ed infallibile passaparola, per il progetto “Adotta una Serranda” che vede coinvolti circa una decina di artisti del collettivo, i quali armati di vernici e pennelli hanno contribuito a dipingere le serrande dello storico Mercato Albani. E non è finita qui, poiché oggi, all’interno della prima giornata di BAUM – il Festival delle Arti Urbane – Charly parteciperà con l’evento “Cartoline dalla Bolognina” allestendo una mappa nella loro sede su cui collocare delle cartoline recanti fatti, avvenimenti, ricordi di ognuno accaduti tra le vie del quartiere.

Checkpoint CharlyA volte l’immaginario è solo immaginazione.

Allora, avete capito chi è Charly?

Foto @Anna Chiara Orlando
Anna Chiara Orlando


Bolognina Basement

Bolognina Basement è una visione centralmente periferica sul presente, sulle produzioni culturali e su cosa significa fare cultura indipendente oggi in Italia. Illustrazione, cinema, fumetto, arti urbane, letteratura e musica sono il punto di partenza per raccontare le storie di persone, luoghi, territori e relazioni, per tracciare percorsi di lettura personali e collettivi.

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