Un giardino particolare. Guerrilla Spam per Cheap in Bolognina
08 Mag 2017

Un giardino particolare. Guerrilla Spam per Cheap in Bolognina

Via della Liberazione è una delle strade più trafficate di Bologna, il confine tra il quartiere San Donato ed il quartiere Bolognina, con alle spalle i palazzi moderni del centro Unipol ed ai lati le lanterne rosse e dorate delle attività cinesi di Via Ferrarese.

Qualche metro prima del Centro Commerciale Minganti, una parete di lamiere e mattoni grigi di circa 120 metri quadrati di un vecchio edificio industriale abbandonato, è diventata la tela perfetta per due artisti fiorentini, Alessandro e Andrea: il loro progetto si colloca all’interno della quinta edizione del Festival di street poster art CHEAP e loro sono i Guerilla Spam.

Passo in auto in Via della Liberazione e mi fermo solo per pochi minuti, il tempo di un semaforo, decisa a cogliere quanti più dettagli possibile del murale di carta in bianco e nero ma il mio sguardo è attratto da due scene: la prima ritrae un individuo dalle sembianze mostruose con un lungo braccio attaccato al capo, ricurvo in avanti, con tatuati i simboli dell’euro, nell’atto di innaffiare degli edifici ancora in costruzione e la seconda è quella di un uomo legato e sofferente che giace a terra, spaventato e confuso. 

“È la prima volta che gli artisti ci chiedono di lavorare in un quartiere specifico e avendo scelto la Bolognina siamo state liete di accontentarli perché noi stesse vi siamo molto legate” dichiara Elisa, una delle organizzatrici del Festival durante l’incontro con i Guerilla Spam presso “Adiacenze” lo scorso 2 maggio.

Un incontro piacevole e interattivo cominciato con il racconto della genesi del loro ultimo libro “Alla mia Nazione” ispirato dalla lettura dell’omonima poesia di Pier Paolo Paolini, autoprodotto e disponibile anche sul loro sito gratuitamente – “E’ tutto online ed in strada: è uno scambio, un dialogo: in un certo senso è un atto dovuto visto che noi utilizziamo lo spazio altrui” – Sfogliando le pagine del libro si trovano non solo i loro disegni ma anche testi di S. Giordano, C. Corti e S. Pallotta e due testimonianze sulla street art degli anni ‘90 di due artisti di fama internazionale come 108 e Ufo5.

“A noi piace mischiare elementi di varie etnie, ispirandoci a diversi tipi di arte quali egizia, medievale, araba, e sia dagli articoli letti che dalle testimonianze dirette di chi ci vive, abbiamo appreso che in Bolognina c’è questa miscela e pluralità di culture”.

Un dettaglio dell’intervento di Guerrilla Spam per Cheap. Foto @ Michele Lapini

Il quartiere viene rappresentato come un “hortus conclusus”, un giardino circondato da mura la cui vita dei personaggi che lo popolano è scrutata da alcune figure esterne, poste ai lati del murale, attraverso un lungo cannocchiale. I Guerrilla Spam si sentono infatti semplici osservatori e decidono di vestire i panni dei curiosi che vedono senza essere visti, esenti dal giudicare i personaggi dell’hortus, conosciuti solo attraverso una lente, che rappresentano invece gli abitanti della Bolognina.

“Abbiamo cercato di mascherare la negatività di un quartiere a volte difficile ed in perenne trasformazione proprio attraverso il giardino” luogo di svago per eccellenza soprattutto in città, con fiori e alberi dalle forme stravaganti, disegnati su una texture che si rifà ad un arazzo francese del 1400, “ma cercando di raffigurarne la molteplicità e la vitale quotidianità dei suoi residenti”.

Ed è così che scorgiamo un uomo disteso, a prima vista in preghiera, avvolto in una coperta, che ci rimanda ad alcune iconografie orientali, che da una osservazione più attenta si rivela essere un senzatetto e la coperta gli è cara per alleviare i brividi di freddo.

Di seguito un personaggio intento a distribuire ciotole di minestra ad alcune figure accovacciate a terra, riferimento alla distribuzione dei pasti che avviene in alcuni giorni in quartiere e più in là un gruppo di individui armati insegue un malvivente, richiamo alle ronde organizzate dai cittadini, diretto verso un albero di noce riconoscibile dalla scritta NUX sul tronco, considerata pianta maligna nella tradizione medievale, ai cui piedi giace l’uomo legato che tanto aveva attratto la mia attenzione, simbolo dell’esasperazione di una violenza a volte ingiustificata.

Protagonisti del lato destro sono i palazzinari, promotori della tanto discussa “Riqualificazione”, raffigurati nell’atto di coltivare il frutto delle loro azioni dettate da un facile guadagno, quegli edifici lasciati a metà da qualche anno proprio dietro l’XM 24.

Un luogo movimentato, ricco di storie, a volte belle altre meno, alcune interessanti altre noiose, alcune tristi altre divertenti, forse simili a quelle raccontate dai quattro personaggi disegnati nella zona centrale dell’opera, seduti ad un tavolo di forma quadrata sul quale è posto un vaso con una pianta: se siamo abbastanza vicini da leggere le parole scritte sui petali dei suoi fiori pronunceremo DIALOGOS.

Questi sono solo alcuni dei soggetti dei 6 moduli di 9×2 m che compongono il paste-up sviluppato in orizzontale, ricco di rimandi alle vicende del quartiere, rappresentazione di un microcosmo pieno e variegato.

“Pensate che l’opera piacerà agli abitanti della Bolognina?” chiede una ragazza in sala – “Speriamo! A qualcuno piacerà a qualcun altro no. Qualcuno scatterà una foto e qualcun altro forse farà uno strappo. Siamo aperti ad ogni tipo di reazione!” rispondono i Guerrilla Spam con la spontanea tranquillità di coloro abituati alle non-leggi della strada.

Prediligono l’allegoria, più livelli di lettura e differenti registri culturali, tali da rendere l’opera sì complessa ma armoniosa – “Oggi siamo abituati ad un linguaggio veloce, noi invece puntiamo ad una comunicazione più lenta, più riflessiva.”

Insomma, il tempo di un semaforo è veramente troppo breve per riuscire a decifrare questa sorta di immenso papiro srotolato nel traffico della città.

Anna Chiara Orlando

Foto @ Michele Lapini


Bolognina Basement

Bolognina Basement è una visione centralmente periferica sul presente, sulle produzioni culturali e su cosa significa fare cultura indipendente oggi in Italia. Illustrazione, cinema, fumetto, arti urbane, letteratura e musica sono il punto di partenza per raccontare le storie di persone, luoghi, territori e relazioni, per tracciare percorsi di lettura personali e collettivi.

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