Bolognina Community Project: le narrazioni possibili di uno spazio urbano
23 Feb 2016

Bolognina Community Project: le narrazioni possibili di uno spazio urbano

“Cosa succederebbe se fossero i ragazzi e le ragazze a raccontare come vivono e come attraversano il loro quartiere? E come potrebbe arrivare agli adulti un punto di vista inedito sullo spazio urbano, sui bisogni e desideri di chi conosce e interpreta il territorio attraverso codici e linguaggi differenti?” E’ da queste domande che prende il via Bolognina Community Project, un percorso di arte pubblica co-progettato da baumhaus, dall’Istituto Comprensivo 5 (Testoni-Fioravanti) e dai commercianti del Mercato Albani, e che ha lanciato da ieri una campagna di crowdfunding su School Raising per contribuire a finanziare le attività laboratoriali nelle scuole e un intervento artistico sulle serrande dello storico mercato ortofrutticolo della Bolognina sotto la direzione artistica di Andrea Bruno (fumettista, illustratore).

Interrogarsi su come raccontare lo spazio urbano e quali linguaggi utilizzare sono le domande che da tempo si pone il network baumhaus, una rete di realtà attive sul territorio di cui fa parte anche Bolognina Basement. Il percorso di Bolognina Community Project, infatti, non nasce con la campagna di crowdfunding, o come sommatoria di realtà del quartiere: il progetto si è sviluppato grazie ad un lavoro relazionale, di tessitura di rapporti, di progettazione quotidiana e di community organizing che le realtà del network portano avanti. Tra queste l’edizione del festival BAUM dello scorso maggio rappresenta una traccia importante in termini di un coinvolgimento più ampio degli abitanti del quartiere, di un ampliamento del raggio d’azione sul quale si è potuto poi innestare il percorso di Bolognina Community Project.

Ridisegnare le serrande non è l’obiettivo del percorso, così come non si tratta di “riqualificare” il mercato. Ciò che baumhaus sta provando a fare è dare forza a un tessuto sociale che si sta logorando, che troppo spesso si dimentica il significato di parole come solidarietà e condivisione, quella vera, proprio in un Quartiere che ne ha particolarmente bisogno. Partire dall’arte, dalla musica, dalla letteratura, dalle nuove generazioni, rendendo la cultura e la formazione realmente accessibili a tutti, è quello che baumhaus sta provando a fare. Muoversi su un territorio fortemente connotato come la Bolognina non è sempre facile, significa farsi delle domande – continuamente – non dare nulla per scontato, assumersi il rischio di andare incontro a contraddizioni e provare a scioglierle, raccontandole.

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E’ a partire dagli stimoli derivanti dal festival, infatti, che ha preso forma l’idea di baumhaus di progettare un intervento di arte pubblica con i commercianti del Mercato Albani, e di farlo attraverso il coinvolgimento, in primis, dei ragazzi e delle ragazze che vivono il quartiere attraverso due laboratori che si terranno a partire da marzo con gli studenti dell’Istitituto Comprensivo 5 (Testoni-Fioravanti): uno di graphic journalism con Pietro Scarnera (Graphic News); e uno sula pratica site specific con Elisabetta Scigliano (curatrice indipendente).

Accanto a questi due percorsi si intreccerà, invece, l’intervento artistico che porterà alla realizzazione, a partire da aprile, di una narrazione visiva sulle serrande del Mercato Albani, e che vedrà l’incontro di diversi artisti e realtà, tra cui anche il progetto Il Cinno Selvaggio, che nasce dall’idea di mettere in connessione il mondo della salute mentale con il mondo dell’arte. Queste realtà collaboreranno – sotto la direzione di Andrea Bruno – nella realizzazione dell’opera che ridisegnerà il volto del mercato e che sarà presentata a maggio durante la seconda edizione del festival BAUM.

Chiaramente, un percorso di questo genere richiede un notevole sforzo di energie e risorse, la gran parte del budget del progetto è stata coperta con i contributi di baumhaus, dei commercianti e di Cittadinanza Attiva (Quartiere Navile), per quanto riguarda le spese per i materiali. Ma un progetto così complesso ha richiesto anche un passaggio ulteriore, ed è per questo che le realtà promotrici di Bolognina Community Project hanno lanciato una campagna di crowdfunding  per contribuire a coprire una parte delle spese e permettere la realizzazione delle diverse attività. Il progetto, inoltre, sarà presentato giovedì 25 a Corte Tre, in occasione dell’incontro organizzato da Bolognina Basement con Pietro Scarnera, vincitore del premio Rivelazioni al Festival International de la Bande Dessinée di Angoulême con il fumetto “Una Stella Tranquilla. Ritratto sentimentale di Primo Levi”.

 


Bolognina Basement

Bolognina Basement è una visione centralmente periferica sul presente, sulle produzioni culturali e su cosa significa fare cultura indipendente oggi in Italia. Illustrazione, cinema, fumetto, arti urbane, letteratura e musica sono il punto di partenza per raccontare le storie di persone, luoghi, territori e relazioni, per tracciare percorsi di lettura personali e collettivi.

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